Montesarchio, si chiude il calvario di Luigi Lanni: l’Inps lo riammette in servizio

Il Caudino
Montesarchio, si chiude il calvario di Luigi Lanni: l’Inps lo riammette in servizio

Era stato condannato a cinque anni di reclusione e all’interdizione perpetua dei pubblici uffici nel 2012 dal Tribunale di Benevento per il reato di falso e truffa pluriaggravata ai danni dell’Inps. Non solo, in seguito al provvedimento dell’autorità giudiziaria l’Inps lo aveva sospeso cautelativamente dal servizio. Stiamo parlando di un cittadino di Montesarchio, Luigi Lanni dipendente dell’Istituto previdenziale di Benevento. All’epoca, tutti i principali quotidiani e siti locali raccontarono la storia dei presunti reati con la solita verve scatenata quando a commettere un reato è un dipendente pubblico.
Senonché, Luigi Lanni (nella foto il secondo da destra) è stato assolto dalla Corte di Appello di Napoli per non aver commesso il fatto. La sentenza è stata emessa a novembre 2016 e depositata lo scorso febbraio.
Tutto è bene ciò che finisce bene: tanto è vero che l’Inps ha rimesso in servizio il dipendente oggi 19 giugno 2017.
Una lunga storia kafkiana resa ancora più improbabile da un fatto particolare. L’inchiesta interna era partita da una denuncia dello stesso Luigi, il quale aveva segnalato alla sua direzione delle infiltrazioni irregolari nel sistema informatico realizzate mentre lui, tra l’altro, era in ferie. Convinto di aver fatto il proprio dovere, l’uomo di Montesarchio è stato poi considerato il principale colpevole dei misfatti.
A Luigi, sposato con tre figli, è stato restituito il badge e ora può tornare a timbrare per lavorare con serenità.
La storia dell’uomo, però, dovrebbe indurre i giornalisti ad una seria riflessione. Dopo aver sbattuto il mostro in prima pagina, perché non riportare anche la sua assoluzione e la fine dell’incubo? Non sarà molto, ma noi abbiamo deciso di raccontare una storia tra tante che merita rispetto e attenzione.

Angelo Vaccariello