Pensioni è il caos: cosa può cambiare senza riforma

Pensioni è il caos: cosa può cambiare senza riforma

7 Marzo 2022

di Redazione

Pensioni è il caos: cosa può cambiare senza riforma. I venti di guerra tra Ucraina e Russia hanno inevitabilmente dei riflessi sul nostro Paese. Iniziano a intravedersi i primi effetti non solo sul piano dell’energia e dei rincari.

Ma anche sull’agenda della politica italiana a cui è apportata più di qualche modifica sostanziale. E così il tema delle pensioni risulta essere congelato, con il tavolo avviato nei mesi scorsi da governo e sindacati che è ormai fermo da settimane.
La situazione di incertezza tocca soprattutto Ape sociale e Opzione donna, mentre Quota 102 al momento sembra rappresentare l’unica certezza.
Ape sociale e Opzione donna

A risentirne sono dunque i due strumenti che consentono di accedere alla pensione anticipata. L’Ape sociale è rivolta – in linea generale – ai lavoratori con 36 anni di contributi che svolgono un lavoro ritenuto usurante.

Inoltre, ai lavoratori con 30 anni di contributi che presentano un grado di invalidità superiore o pari al 74%, a chi assiste – al momento della richiesta e da almeno sei mesi – il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità.

Invece Opzione donna è la prestazione erogata alle lavoratrici dipendenti e autonome che maturano i requisiti previsti dalla legge entro il 31 dicembre 2021. Le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 12 mesi nel caso di lavori dipendenti o 18 mesi per lavori autonomi.

Per la loro eventuale proroga al 2023 servirebbe un apposito provvedimento. Ma la revisione delle regole per la pensione uscirà dalla lista delle priorità del governo o sarà confermata?

A oggi le interlocuzioni con i sindacati appaiono bloccate. Tuttavia Il Sole 24 Ore riporta voci (non ancora confermate) secondo cui una ripartenza del confronto potrebbe avvenire nella seconda settimana di marzo.

Quota 102

Nel frattempo c’è chi inizia a pensare a un prolungamento al 2023 di Quota 102 che, dopo la fine di Quota 100, è considerato un punto fermo per i pensionamenti anticipati.

Quota 102 è una prestazione economica erogata a favore dei lavoratori dipendenti e autonomi che – entro il 31 dicembre 2022 – maturano un’età anagrafica di almeno 64 anni e un’anzianità contributiva minima di 38 anni.

Quota 102 spetta ai lavoratori iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima (gestite dall’Inps) e ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

Sono invece esclusi il personale appartenente alle Forze armate, il personale delle forze di polizia e di polizia penitenziaria, il personale operativo del corpo nazionale dei vigili del fuoco e il personale della guardia di finanza.

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