Rotondi, i mille motivi per emozionarsi

30 Maggio 2014

Rotondi, i mille motivi per emozionarsi

Cosa succede, allora, dove non succede mai niente, mentre Pompei cade a pezzi tra l’indifferenza generale, mentre Loffredo chiude per far posto ad un altro fast-food? Cosa succede, proprio qui, a Rotondi?
Qualcosa succede, succede davvero. Per due settimane, a partire dallo scorso 24 maggio, chiunque abbia bisogno di ri-delimitare la propria dimensione umana, tra reale e surreale, tra tradizione e contemporaneità, tra quotidiano ed etereo, tra arte e natura, deve farsi un giro in Via Varco.
Di questa esposizione, di questi laboratori, degli artisti-creatori di questo fantastico “universo” (fratelli Perone, Giliberto, Manzo, Perino & Vele, ospiti del capostipite Luigi Mainolfi) si è già detto tutto; di come abbiano interpretato il nostro mondo, il mondo di tutti, e la nostra vita, e le nostre contraddizioni, e le cose belle, ed ancora le brutture dell’esistenza, parleranno gli esperti; al visitatore, invece, resterà un’emozione complessa, viscerale, primordiale ed al contempo elaborata, che vi consiglio di vivere.
Cosa vi emozionerà?
Saranno, forse, le stanze tinteggiate di bianco ed impregnate di innocenza; o, forse, i “soldini”  di legno di melo, attaccati al muro in un tutt’uno, in una fusione organica che pure lascia ad ogni pezzo la propria individualità, a restarci dentro, come oggetti del nostro passato aggrappati alla memoria; o, forse, saranno i frutti della semplicità e della nostra terra, rappresentati con mele e castagne giganti, lucide, raffinate nella loro espressività morta, a darci l’impressione di essere tornati indietro negli anni, a rievocare profumi messi da parte, a fermare il tempo.
O, forse, saranno le filari di pesci appesi con mollette mimetizzatesi con gli stessi, a ricordarci la fragilità della nostra condizione umana, che ci tiene sospesi tra l’immobilismo ed il cambiamento, tra la pietrificazione e la trasformazione.
O, forse, ancora, sarà l’impatto inaspettato con il ritorno al quotidiano, al banale, rappresentato dalle pattumiere di designer, su cui restano fusi animali in cerca di avanzi di cibo, a ricordarci le esigenze di “pancia”, ed insieme gli sprechi cui siamo abituati.
E se da questo banale vivere vorremo scappare, troveremo ali giganti, di pietra eppur leggere, pronte a portarci in un paradiso terrestre, sui bordi di un lago incantato, tra anatre ruspanti, il verde dei prati ed i ciottoli del sentiero dei sogni, dove un tino scolpito, da cui fuoriescono spinoni più grandi di un uomo, ci costringerà a chiederci con quale distorto senso delle cose riusciamo ad essere stressati come “materiale per  impianti elettrici” ed infelici in un mondo così bello.
Questo e tanto altro troveremo a Rotondi, in Via Varco. Credo che ognuno di noi, comunque, ci troverà un buon motivo per emozionarsi.

Rosaria Ruggiero
gentedistratta.it

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