Attualità

Rotondi, lavori cimitero: i ritardi a causa di errori macroscopici e inneficienza amministrativa

di  Redazione  -  4 Novembre 2019
Riceviamo dal gruppo Terramia e pubblichiamo
“Il completamento di un’opera pubblica è sempre un dato positivo in sé, in un Paese come l’Italia dove le “incompiute” sono una piaga.
Terramia l’ha sostenuto da sempre e non fa eccezione il cimitero di Rotondi, che finalmente ha trovato un assetto. Meglio dei lunghi anni di abbandono, a causa di una gestione incontrollata (pensate alle ondate di furti, mai affrontati con uno straccio di intervento), di manutenzione inesistente e di cantieri senza capo né coda dalla durata indefinita.
Detto questo (per certi versi superfluo, per altri utile – ci auguriamo, ma senza farci illusioni – a evitare altre inutili “deviazioni” dibattimentali), il motivo del ritardo con cui i lavori recenti sono stati chiusi è banale: inefficienza amministrativa e errori di progettazione tanto clamorosi quanto ignorati dalla maggioranza e dagli Uffici che di tutelare l’interesse della collettività non ne vogliono sapere (e infatti non hanno preso alcun provvedimento in materia).
Chi fosse interessato a informazioni dettagliate (mai contestate) potrà trovarne nei nostri comunicati pubblici che richiamano sempre Atti amministrativi.
E tra gli Atti basterà richiamare la Nota del DL prot. 6046 del 19/10/2016 (chiedetela in Comune… e se ci fossero difficoltà, ve la forniamo noi).
A noi non occorre ricorrere a sbrodolate di parole generiche e vaghe, buone per imbonire gli sprovveduti e tenere mobilitati i “tifosi” a prescindere, cui pure bisogna raccontare qualcosa ogni tanto.
Per i lettori pazienti e motivati: in sintesi i lavori vengono avviati a fine agosto e interrotti a metà ottobre 2016 ma la delibera di Giunta viene pubblicata il 23 dicembre (antivigilia) e la cosa si viene a sapere nel 2017.
Era successo che la Commissione di gara aveva assegnato l’appalto ad una impresa che aveva offerto migliorie irrealizzabili (un parcheggio su un area con vincolo idrogeologico); in aggiunta, il Direttore dei Lavori (che era anche progettista), prima fa partire i lavori e solo dopo si accorge che c’è un errore progettuale bloccante: “la realizzazione di un accesso carrabile … che s’intralcia con una (antica, ndr) edicola funeraria”. E poi c’erano altre “cosucce” come il mancato spostamento di antiche sepolture che intralciavano i lavori per i viali (le ordinanze sindacali, come per la piazza, passavano ignorate). E ancora: il progetto ignorava il tema dell’approvvigionamento idrico (lo ricordammo noi con il prot. 4763 del 18/8/2016) e le perdite del serbatoio che minacciavano gli ossari.
Bene: cosa fa la Giunta Russo? delibera, come se niente fosse accaduto, che “il responsabile UTC ponga in essere i necessari incombenti, inclusa una perizia di variante”. Varianti al progetto iniziale. Un copione ben collaudato su tutte le opere pubbliche a Rotondi (es. lo scandalo della scuola “G.Pascoli”).
Ecco spiegato l’abissale ritardo nella chiusura del cantiere. La cause sono tutte “fatte in casa”.
Tutto questo l’abbiamo già detto nel 2017. Qualcuno l’aveva dimenticato. O ignorava tutto. O ha fatto altre scelte.
C’è bisogno di commentare ancora? forse si, un paio di cosette vanno dette.
Primo: quando noi diciamo che maggioranza e uffici proprio non ne vogliono sapere di tutelare l’interesse della comunità (che ha eletto i primi con un plebiscito), ci riferiamo a casi concretissimi come questo (dove errori, costi e anni di disagi passano in cavalleria, tanto paga Pantalone).
Secondo: capite quanto sia autolesionista (un autogol), ma soprattutto inutile, il teorema “complottista-vittimista” del protagonista di queste “performance” (consentiteci l’anglicismo e perdonateci la cacofonia)?
In conclusione, se il nostro interesse a discutere di queste vicende va scemando rapidamente, d’altro canto non smettiamo di auspicare una Politica locale migliore, capace di discutere “grandi temi” e ridare coesione e slancio ideale ad una comunità da troppi anni in difficoltà (le fogne direttamente nei fiumi ne sono un formidabile indizio).
Ancora una volta invitiamo quindi i cittadini e imprese ad avvicinarsi alla Politica e al Palazzo: partecipare per cambiare, può valerne la pena. (Foto archivio)