San Martino: l’eccidio della Valle del Ceraso da parte dei fratelli La Gala

L'episodio avvenne il 29 ottobre del 1861

Redazione
San Martino: l’eccidio della Valle del Ceraso da parte dei fratelli La Gala

San Martino: l’eccidio della Valle del Ceraso da parte dei fratelli La Gala. Il 29 ottobre 1861, a San Martino Valle Caudina, in località Valle del Ceraso, il luogotenente Luigi Savoia e i cinque militi Antonio Clemente, Agostino Zollo, Serafino Pisaniello, Luigi Soldi e Giambattista Teti furono uccisi dalla banda dei briganti dei fratelli Cipriano e Giona La Gala.

Dopo il tragico evento, destinato ad avere notevoli ripercussioni sulla vita sociale, civile e politica del nostro paese, la comunità si divise.

Francesco Del Balzo, sindaco dell’epoca, fu accusato da alcuni di “tradimento o di colpa”, difeso da altri. Sottoposto ad un’inchiesta amministrativa e ad un’indagine giudiziaria …

Ne parliamo venerdì 26 giugno 2026 alle ore 18,00 nella sala Unicef di San Martino Valle Caudina.

Ricostruiremo l’episodio leggendo documenti scritti da Francesco e Carlo Del Balzo, dal Prefetto di Avellino, da Serafino Soldi e brani estratti dal processo ai fratelli La Gala.

Lo scopo è dare a tutti la possibilità di comprendere quanto accaduto e di farsi un’opinione per poi discuterne insieme.

Ad organizzare questa riflessione è il centro studi Carlo Del Balzo di San Martino Valle Caudina.

Tra gli atti del processo si legge:

“Con sedici dei suoi militi il luogotenente Luigi Savoia perlustrava i monti di Cervinara il 29 ottobre 1861. Pervenuti alla Valle detta del Ceraso, dove con i loro briganti erano i due La Gala (Cipriano e Giona) ad attenderli, ed andati senza sospetto incontro a costoro che credevano essere della milizia cittadina, furono ricevuti con sì vivo fuoco che ne caddero estinti il Luogotenente Savoia e i cinque militi Antonio Clemente, Agostino Zollo, Serafino Pisaniello, Luigi Soldi e Giambattista Teti.”

Accadeva a San Martino Valle Caudina il 29 ottobre 1861.

Dopo il tragico evento, destinato ad avere notevoli ripercussioni sulla vita sociale, civile e politica del nostro paese, la comunità si divise.

Francesco Del Balzo, sindaco dell’epoca, fu accusato da alcuni di “tradimento o di colpa”, difeso da altri. Sottoposto ad un’inchiesta amministrativa e ad un’indagine giudiziaria fu assolto da ogni addebito.

Centosessantacinque anni dopo (circa), la comunità sammartinese ne discute.