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Stefano Anastasio muore schiacciato da un escavatore

Si susseguono le tragedie sul lavoro
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6 giorni fa - 12 Gennaio 2022

Stefano Anastasio muore schiacciato da un escavatore . Un operaio di 50 anni, Stefano Anastasio, è morto schiacciato dalla cabina di un escavatore in un cantiere stradale a Besana in Brianza. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, gli agenti della polizia locale e il personale del 118, che ha solo potuto constatare la morte dell’uomo, originario di Maddaloni ma da tempo residente in Lombardia.

Si tratta del secondo operaio morto schiacciato da un escavatore in un cantiere stradale in due giorni. Il giorno prima infatti a Novate Milanese un 63enne è deceduto colpito dalla benna che si era staccata da un escavatore.

Montesarchio: filma rapporto orale con un 25enne e lo ricatta

Si trova associato presso la Casa Circondariale di Vallo del Lucania, il 26enne tratto in arresto con varie accuse. Il giovane è di Pietrastornina ed è difeso dall’avvocato Giovanni Adamo di San Martino Valle Caudina.

Rapporto orale

Il 26nne di Pietrastornina avrebbe costretto ad un rapporto orale un 25enne di Montesarchio, ha filmato il rapporto con un cellulare e poi ha chiesto ed ottenuto cento euro per non divulgarlo. Ecco il comunicato della Procura della Repubblica di Benevento.

Montesarchio: violenta un ragazzo di 25 anni, filma l’atto sessuale e lo ricatta

A seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montesarchio (BN), questa mattina, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere.

Violenza sessuale

La misura è stata eseguita a carico di un 26enne della provincia di Avellino, gravemente indiziato dei reati di violenza privata aggravata, violenza sessuale, estorsione e porto di armi od oggetti atti ad offendere commessi ai danni di un 25enne.

Le indagini prendevano avvio dalla denuncia sporta dalla persona offesa, il giovane 25enne riferiva di essere stato, nel mese di giugno 2021,  dapprima costretto, dopo inseguimento e dietro minaccia di un coltello, a seguire l’indagato all’interno di un immobile abbandonato di Montesarchio.

Per poi, sempre sotto la minaccia dell’arma, essere costretto a compiere atti sessuali che venivano ripresi con il telefono cellulare dall’aggressore. Successivamente, con la minaccia di diffondere il video, questi lo costringeva a farsi consegnare la somma di euro 100,00.

L’attività posta in essere dagli operanti, consistente in acquisizione delle immagini estrapolate dai sistemi di video-sorveglianza, perquisizione a carico del prevenuto con rinvenimento del coltello a serramanico utilizzato per minacciare la vittima e l’individuazione fotografica, permetteva di raccogliere i gravi indizi a carico del 26enne.

Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

Storia agghiacciante

Si tratta di una storia agghiacciante, condita da ricatti sessuali che si svolge nel cuore della Valle Caudina. Agghiacciante per le modalità, ma anche perché si teme che possano esserci altre vittime di ricatti del genere che non hanno trovato la forza di denunciare. E chi sa se mai la troveranno. La minaccia di diffondere video intimi,  purtroppo, coglie sempre nel segno.

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