Tangredi: ” sono fiero di mio padre e della mia famiglia “
Il candidato sindaco di Cervinara rinasce parla del padre e dello zio Carmine
Tangredi: ” sono fiero di mio padre e della mia famiglia “. “Papà avrebbe sorriso per quelle parole. Avrebbe sorriso e, magari, subito dopo si sarebbe preoccupato di placare il fratello Carmine. “ Tempesta “ non era certo un esempio di diplomazia, per usare un eufemismo. La sua irruenza era nota in tutta Cervinara. Figuriamoci quale sarebbe stata la sua reazione nel vedere insultata la sua famiglia.
Salvatore Tangredi era noto in tutta Cervinara, ad Avellino ed in tutti i paesi della provincia di Avellino era per essere un uomo per bene, un politico onesto e fiero di aver svolto il lavoro di bidello”.
Il candidato sindaco di Cervinara Rinasce, Filuccio Tangredi commenta a modo suo lo scivolone, chiamiamolo così, in cui è incappato un suo concorrente candidato a sindaco nel commentare le sue origini.
“Mio padre era un bidello ed io sono fiero di lui. Tutto quello che so nella vita ed in politica è frutto dei suoi insegnamenti. Salvatore Tangredi, papà, era un democristiano della corrente di Gerardo Bianco. Gli sarebbe stato molto più comodo passare con De Mita ma per mio padre la parola data e l’amicizia venivano prima di tutto.
Proprio Bianco lo teneva in grande considerazione e spesso si confrontava con lui. Da consigliere comunale e da assessore ha sempre cercato di rappresentare e tutelare chi non aveva voce. Quelle persone che venivano trattate con disprezzo dai cosiddetti notabili di questo paese.
Aveva sempre a fianco zi Carminuccio, il fratello Tempesta che lo proteggeva e lo difendeva da qualsiasi situazione. E papà era fiero del fratello, delle sorelle, della famiglia. Non ha mai cercato di apparire diverso da quello che era e proprio questa sua genuinità veniva apprezzata a premiata dai cittadini di Cervinara”.
Il candidato sindaco di Cervinara Rinasce si commuove ripensando al papà e allo zio. “ Se sono stato eletto sindaco di Cervinara per due volte e se concorro per la terza volta lo debbo a quegli esempi a quegli insegnamenti. Papà era un uomo semplice ma, quando si trattava di difendere i diritti delle persone senza voce, non temeva nessuno. Sapeva farsi valere in tutti gli uffici e potete essere certi che alla fine la spuntava sempre lui.
La sua 500 avrà fatto un milione di volte la strada per Avellino dove si recava insieme alle persone interessate per reclamare per un diritto violato. E faceva tutto questo senza nessun tornaconto.
Anzi, ha potuto godere della pensione solo diversi anni dopo l’età canonica. E’ dovuto restare in servizio per scontare tutto il tempo dedicato alla politica. Come si fa a non essere orgoglioso di un papà del genere? Era un bidello, certo, ed io vorrei avere tanti bidelli come lui che si interessassero delle persone e soprattutto della povera gente”.
( Comunicato elettorale )