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Terremoto magnitudo 3, torna la paura a Norcia

Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata alle 22:05 di ieri nell’est di Norcia, in provincia di Perugia. Il sisma è stato chiaramente avvertito dalla popolazione, ma non si segnalano danni a persone o cose
di redazione
1 mese fa
6 Aprile 2021
Terremoto magnitudo 3, torna la paura a Norcia

Terremoto magnitudo 3, torna la paura a Norcia. Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata alle 22:05 di ieri nell’est di Norcia, in provincia di Perugia. Il sisma è stato chiaramente avvertito dalla popolazione, ma non si segnalano danni a persone o cose.

Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il terremoto ha avuto ipocentro a 9 km di profondità ed epicentro a 2 km dal centro della città umbra colpita il 30 ottobre 2016 da un devastante sisma di magnitudo 6.5.

L’Aquila, ricostruzione: una casa su sei è ancora in macerie

Dentro o fuori: chi entro il 30 settembre non presenterà la richiesta di contributo, corredata almeno dalla prima parte del progetto, o chi non completerà la domanda dopo le mille sollecitazioni, perderà i soldi per la ricostruzione.

La rinascita dell’Aquila, distrutta dal sisma di dodici anni fa, è all’ultimo bivio. Se non interverranno proroghe o correttivi, il 15 per cento del patrimonio privato, ovvero una casa su sei, resterà danneggiato o, peggio, distrutto.

Una possibile beffa nella beffa visto che i fondi per completare la rinascita, circa 4 miliardi, sono stanziati. Proprietari e tecnici sono in fibrillazione: sono 640 le pratiche, delle 970 che mancano a chiudere la ricostruzione del cuore della città, ancora impantanate.

Il titolare dell’Ufficio speciale della ricostruzione, Salvo Provenzano, fratello dell’ex ministro Giuseppe, ha lanciato l’allarme: «Così non si possono fare previsioni serie sui tempi di chiusura». Il dodicesimo, questo, è l’anniversario del redde rationem, dunque.

Renzo Piano

L’auditorium da 6 milioni di euro, regalato da Renzo Piano e dalla provincia di Trento dopo la tragedia, sta ormai ingiallendo. Il legno colorato marcisce e serviranno 350 mila euro che al momento non ci sono per riportarlo all’originale splendore.

L’unico vero intervento che ha segnato una discontinuità nel post terremoto fotografa lo scorrere inesorabile del tempo. Sono trascorsi già 12 anni da quel 6 aprile del 2009, da quando L’Aquila e 56 comuni abruzzesi sono colpiti a morte da un terremoto di magnitudo 6.3 che causò 309 vittime.

Ci ha pensato la pandemia a privare la comunità anche di quel momento di collettiva immersione nella preghiera che era la fiaccolata notturna, finendo per reprimere anche quel rigurgito di speranza che sembrava poter tracimare da un momento all’altro nei vicoli e nelle piazze del centro storico.

A dodici anni dal sisma sono solo due le scuole ricostruite, quella di Arischia e la Mariele Ventre. Per il resto si va ancora a lezione nei moduli provvisori che a ottobre 2009 salvarono la città dalla grande migrazione.

L’Università regge attorno ai 20 mila iscritti, ma negli ultimi giorni l’Azienda per il diritto allo Studio ha fatto sapere di voler chiudere il campus per studenti all’ex caserma Campomizzi non sarebbe economico.

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