Valle Caudina: dopo le ferie arrivano gli aumenti di luce, gas e generi di prima necessità
Sarà un autunno durissimo
Valle Caudina: dopo le ferie arrivano gli aumenti di luce, gas e generi di prima necessità. Dopo le ferie di agosto non mi ricordo più il mare, non mi ricordo l’amore……..Questo cantavano Gli Stadio nella canzone Chiedi chi erano i Beatles. A breve dimenticheremo queste giornate che sembrano sospese e torneremo a fare i conti con la dura realtà di tutti i giorni e soprattutto con un generale aumento dei prezzi.
Durante l’estate, complice il desiderio di staccare la spina dopo un anno di lavoro, i rincari sembrano quasi meno pesanti.
Ci si concede qualche spesa in più, si rimanda ogni ragionamento ai mesi successivi, si prova a godere il riposo senza farsi troppo condizionare dai prezzi. Per chi può permetterselo, naturalmente.
Eppure anche le ferie del 2026 sono costate di più, con rincari del 3,4% per alberghi e ristoranti. Ora però l’attenzione si sposta sull’autunno.
Molti rincari si sono già fatti sentire negli ultimi mesi, ma la vera incognita riguarda ciò che accadrà da settembre in poi, tra energia, carburanti e costo della vita.
A luglio l’inflazione italiana si è attestata al 2,9%, in lieve calo rispetto al 3% di giugno. Nel confronto con i principali partner europei, la Francia si ferma al 2,1%, la Germania sale al 2,8%, mentre la Spagna corre al 3,6%.
A pesare maggiormente continuano a essere i beni energetici. L’Istat segnala un aumento del 14,8% per gli energetici a tariffe regolate e dell’11,4% per quelli del mercato libero.
Un tema che torna centrale proprio mentre i consumi elettrici raggiungono livelli record. Terna ha comunicato che a luglio la domanda di energia elettrica ha toccato il massimo storico mensile di 32,5 Terawattora, in aumento dell’8,3% rispetto allo stesso mese del 2025, spinta dalle temperature eccezionalmente elevate e dall’utilizzo massiccio dei condizionatori.
Le previsioni sui prossimi mesi non aiutano a rasserenare il clima. Secondo le stime di Nomisma Energia per Il Sole 24 Ore, nel 2026 la spesa per luce e gas delle famiglie potrebbe aumentare di 515 euro.
Tuttavia, lo scenario non è uniforme. Elettricità Futura invita infatti a distinguere tra le diverse categorie di utenti.
L’associazione di Confindustria sottolinea che il rialzo riguarda soprattutto gli energetici regolamentati, mentre nel mercato libero si registra una decelerazione.
Nel frattempo, il caro prezzi si riflette sui distributori. Il gasolio in autostrada è tornato a quota 2,173 euro al litro, nonostante il taglio delle accise disposto dal governo.
Tra le voci che continuano a spingere il costo della vita figurano i servizi legati al tempo libero e alla vita quotidiana. L’incremento è del 3% per spettacoli, servizi culturali, palestre e centri estetici.
Si tratta di rincari meno appariscenti rispetto a quelli delle bollette, ma che finiscono per incidere sulla spesa complessiva dopo l’estate, quando riprendono tutte le attività sospese durante le ferie.
Sul fronte alimentare la situazione appare più complessa. I dati Istat indicano un aumento del 3,6% per gli alimentari non lavorati, con tensioni su ortaggi, legumi e patate che segnano un +2,6% su base annua.
Tra i prodotti trasformati salgono le preparazioni di carne (+1,2% sul mese precedente), i formaggi (+1,2%), le farine e gli altri prodotti a base di cereali (+1,1%). In aumento anche la carne conservata, salata o affumicata (+1,7%) e il latte vegetale (+1,3%).