Valle Caudina: il padre del sindaco che scelse il Bene

Redazione
Valle Caudina: il padre del sindaco che scelse il Bene

Valle Caudina. Fu strappato al papà e fu trascinato da Rieti sino a Treviso. Non aveva neanche 18 anni Donato Del Grosso quando fu costretto a diventare subito grande e a scegliere.

Bene e male

Non una scelta di poco conto. Donato fu chiamato a scegliere tra il bene ed il male. Era un ragazzino Donato, eppure capì che non poteva stare dalla parte di quegli uomini che lo trattavano come uno schiavo, che uccidevano senza ragione, che si divertivano a fare del male a persone inermi. Non poteva conoscere ancora l’orrore che avevano seminato i nazisti in tutta Europa, non risparmiando l’Italia, ma scelse di istinto, di cuore. Decise di non stare con loro. I tedeschi, in ritirata da Cassino lo avevano internato e costretto a seguirli. Ma Donato, , nonostante fosse internato, riuscì a mettersi in contatto con dei partigiani della Brigata Garibaldi e diede una mano, rischiando la vita,  per consentire loro di impossessarsi di diverse armi.

Medaglie d’onore

Lunedì prossimo, nel corso della giorno della memoria. saranno consegnate le medaglie di onore ai familiari di militari e civili, deportati ed internati dei lager nazisti, conferite dal presidente della repubblica.

Sindaco e figlio

Ad Avellino, la cerimonia si svolgerà presso l’auditorium del  conservatorio Domenico Cimarosa. Come sempre, saranno i sindaci dei rispettivi comuni a consegnare le onorificenze ai familiari di queste persone. Il primo cittadino  di Roccabascerana Roberto Del Grosso dovrà essere presente, in quanto dovrà consegnare la medaglia d’onore ai familiari di ben tre suoi concittadini. I primi due sono Giuseppe Covino e Cataldo Rossi. Il terzo si chiamava Donato Del Grosso ed era il suo papà.  Sarà un  momento di grande emozione, anche perchè il sindaco ha perso  suo padre nel 1988, quando aveva solo 62 anni. Donato Del Grosso faceva lo stesso lavoro del figlio, era impiegato alle poste e morì in servizio.

La scelta di Donato

Roberto Del Grosso era giovanissimo quando perse il suo papà, la sua assenza ha pesato e non poco nella sua famiglia e nella sua vita. Ma ha pesato tanto anche l’esempio che ha lasciato , l’esempio di una persona, di un uomo disarmato, che davanti alla prevaricazione, alla tirannide, all’odio, al genocidio non ebbe timore di fare il suo dovere, Donato restò uomo, aiutò i partigiani, per qualche giorno si unì anche a loro, dopo che fu liberato. Donato non ebbe paura di scegliere e non dovremmo mai smettere di ringraziare tutti quelli che come lui combatterono il male assoluto.