Valle Caudina: l’unione dei comuni si doti di una struttura tecnica per affrontare le sfide del masterplan

L'appello del sindaco di Montesarchio dopo la riunione a Napoli sul masterplan

Redazione
Valle Caudina: l’unione dei comuni si doti di una struttura tecnica per affrontare le sfide del masterplan

Valle Caudina: l’unione dei comuni si doti di una struttura tecnica per affrontare le sfide del masterplan. «Il Masterplan della Valle Caudina non è un semplice documento di programmazione e non è l’ennesimo elenco di opere pubbliche. È una sfida che ci obbliga a cambiare modo di amministrare e di pensare il nostro territorio».

Così il sindaco di Montesarchio, Carmelo Sandomenico dopo l’incontro con l’ Assessore Cuomo, , interviene sul percorso avviato dalla Regione Campania per il Programma Integrato di Valorizzazione della Valle Caudina, che coinvolge i tredici Comuni dell’Unione “Città Caudina dei Servizi”.

Per il primo cittadino di Montesarchio, il valore del Masterplan risiede soprattutto nel metodo.

«Per troppi anni – afferma Sandomenico – ogni Comune ha cercato di risolvere da solo i propri problemi. Oggi la Regione ci chiede di fare un salto di qualità: progettare insieme, costruire una strategia comune e mettere in rete le nostre risorse. È questa la vera novità».

Secondo Sandomenico, il Masterplan fotografa con lucidità le criticità della Valle Caudina: il progressivo spopolamento, la fuga dei giovani, l’invecchiamento della popolazione, la debolezza del sistema produttivo e le carenze infrastrutturali.

«Ma non si limita ad analizzare i problemi. Indica anche una strada: migliorare l’accessibilità, valorizzare il patrimonio storico, archeologico e ambientale, rafforzare le filiere agricole, sostenere l’innovazione delle imprese e rigenerare i nostri centri urbani».

Il sindaco invita però ad evitare facili illusioni.

«Le infrastrutture sono fondamentali, ma da sole non bastano. Una ferrovia moderna o una strada più veloce non producono automaticamente sviluppo. Se non riusciamo a creare lavoro, servizi, qualità della vita e opportunità per i giovani, il rischio è quello di rendere ancora più semplice lasciare il nostro territorio».

Per Sandomenico, la vera sfida comincia ora.

«Ottenere il Masterplan è stato un risultato importante. Adesso dobbiamo dimostrare di essere capaci di trasformare una strategia in progetti concreti, cantierabili e finanziabili. È su questo che si misurerà la qualità della nostra classe dirigente».

Da qui anche una proposta.

«L’Unione dei Comuni deve diventare sempre più il luogo della programmazione strategica della Valle Caudina, con una struttura tecnica capace di accompagnare il Masterplan, intercettare finanziamenti e dialogare stabilmente con Regione, Governo ed Europa.

Nessun Comune può affrontare da solo le grandi sfide che abbiamo davanti. Insieme, invece, possiamo costruire un nuovo modello di sviluppo».

Infine, l’appello.

«La Valle Caudina non deve più essere considerata un’area periferica. Può diventare un territorio centrale tra Napoli, Caserta, Benevento e Avellino. Abbiamo storia, imprese, cultura, agricoltura di qualità e giovani che meritano di poter costruire qui il proprio futuro. Questa è un’occasione che non possiamo permetterci di perdere».