Valle Caudina, ospedale Sant’Alfonso di Sant’Agata de’ Goti: l’intervento del sindaco Carmine Valentino

Redazione
Valle Caudina, ospedale Sant’Alfonso di Sant’Agata de’ Goti: l’intervento del sindaco Carmine Valentino

Sulla questione specifica del presunto “Sant’Alfonso smantellato”, come dichiarato dai candidati del centro-destra, entrambi già rappresentanti in seno al Consiglio Regionale della Campania, replica Carmine Valentino, sindaco di Sant’Agata de’ Goti, Segretario Provinciale del Partito Democratico e candidato alla Camera dei Deputati nel Collegio Uninominale di Benevento.
“Nelle ultime settimane – le parole di Valentino – è diventato di stretta attualità l’argomento ‘ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori’ che per molti anni chi oggi ne parla non ha mai affrontato, né ha creato le condizioni o si è reso disponibile per affrontarlo con chi, come me, da oltre un decennio conduce questa battaglia. Ed infatti, le mie richieste di confronto, avanzate anche nei luoghi istituzionali ai quali mi sono rivolto, sono state spesso trascurate. Emblematica è stata la nostra opposizione ferma e decisa, anche in sede giudiziaria, nei confronti del decreto 33/2016 (e del decreto 30/2016) del commissario ad acta Polimeni che depotenziava fortemente il Sant’Alfonso, destinandolo alla chiusura nel giro di qualche anno.
E’ per questo che non posso restare in silenzio su di un argomento, quello della sanità, che per la sua fondamentale importanza merita rispetto e serietà di confronto e non di diventare oggetto di una strumentalizzata disinformazione da propaganda elettorale da parte di chi, negli ultimi anni, non lo ha mai messo al centro della sua agenda politico-amministrativa.
Ebbene bisogna constatare che dal 7 novembre 2017, all’indomani del decreto 54/2017, che tra l’altro riconfermava la istituzione anche del Polo Oncologico presso il Sant’Alfonso, numerose  volte è stata prima convocata, poi aggiornata e quindi rinviata l’assemblea dei sindaci, ad oggi non ancora svoltasi.
Sono ancora in attesa che questo incontro avvenga per mettere a confronto i sindaci ed anche per dare l’opportunità a qualche amministratore, diventato improvvisamente paladino delle ragioni del Sant’Alfonso, di dirci qual era e qual è stato il suo ruolo negli ultimi anni, e quali le azioni le proposte della sua parte politica, visto che da qualche decennio è a guida di un Comune dell’area ricompresa nel naturale bacino di utenza del presidio ospedaliero stesso.
Lo sciacallaggio che si sta mettendo in campo, però, non mi meraviglia più di tanto. Persegue evidentemente interessi diversi da quelli che dovrebbero guidare l’azione amministrativa di chi ha responsabilità di governo.
Dico questo perché provo grande amarezza nel constatare che oggi parlano proprio coloro i quali per molti decenni sono stati protagonisti assoluti delle sorte della sanità sannita. Ed oggi gli elettori pagano sulla loro pelle le conseguenze di quella gestione politica.
A qualche anno di distanza da quella amministrazione regionale che li ha visti protagonisti, e dopo un periodo di buio e silenzio, eccoli che si ricordano della salute dei cittadini. E mi chiedo: Ma dov’erano costoro all’indomani del piano ospedaliero messo in campo dalla giunta Caldoro nel 2010? Dove erano all’indomani del decreto 70 del 2015 che dettava i criteri per una nuova pianificazione regionale, anche con riferimento alle macro-aree? Dove erano all’indomani dei decreti 33/2016 e 30/2016 ai quali il sottoscritto si è opposto?
In una tabella riassuntiva che abbiamo ritenuto doveroso pubblicare, per fornire ai cittadini elementi di chiarezza, abbiamo elencato i dati del DCA 8/2018, tratti dal Burc del 12 febbraio scorso, e li abbiamo messi a confronto con quelli del DCA 33/2016 e del Piano della Giunta Caldoro del 2010. L’intento era quello di dimostrare quella che è l’essenza di una grande sfida che definita in tempi rapidi crea una prospettiva notevole al Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e realizza una nuova visione dell’ospedale unico della Provincia di Benevento, l’azienda ospedaliera Rummo.
Spicca un dato su tutti: quello del + 100% dei posti letto totali. Con una Terapia intensiva con posti letti triplicati e l’Oncologia che mette finalmente piede in quell’ospedale in modo serio. Certo, si tratta di una visione nuova, di una sanità moderna che mette a sistema due strutture per fare di due una sola grande forza nell’interesse della comunità e del territorio.
Rispetto alla verità dei numeri, fredda quanto si vuole ma reale, e che dà prospettive al Sant’Alfonso verso il traguardo più ambizioso del Polo Oncologico, qualcuno, in fase distruttiva, si esercita in esercizi di economia, discettando sulle cifre delle risorse finanziarie occorrenti. Chi vi parla, invece, ha lavorato e sta lavorando all’obiettivo in coordinamento con le massime istituzioni del territorio che rientra nel bacino di utenza dell’ospedale (che va ben oltre i confini provinciali, raggiunge il milione di abitanti e abbraccia quall’area tristemente nota come ‘Terra dei fuochi’) con le quali sono stati attivati Protocolli istituzionali per arrivare all’attuazione degli Accordo di Programma Quadro (APQ) previsti dalla LR 6/2016 (articolo 22 comma 3) e, quindi, all’attivazione del Polo Oncologico al Sant’Alfonso.
Finora ho avuto modo di esprimere questi concetti solo in occasione dell’incontro promosso dall’Ordine dei Medici dove, più che di un futuro immaginifico, si è parlato degli obiettivi perseguiti e raggiunti in questi anni.
Questo confronto lo avrei voluto anche con chi ancora una volta si ostina a parlare di questi argomenti nei vari luoghi, raccontando un’altra storia. A questi da tempo, se non da anni, ho chiesto di confrontarmi in modo pubblico e l’ho fatto anche con chi all’indomani del decreto 54/2017, aveva anche a mezzo stampa chiesto la convocazione dell’assemblea dei sindaci, e parlo del sindaco Errico, e con chi quell’assemblea l’ha prima convocata e poi rinviata togliendo l’opportunità ai cittadini di essere partecipi di un confronto così importante.
Quel confronto con i cittadini che io ho sempre ricercato, come quell’impegno che ho sempre portato avanti e che rinnovo quotidianamente nel mio essere non solo amministratore ma anche politico attento alle ragioni della nostra gente.
All’inizio di questa campagna elettorale avevo deciso di tenere fuori questo argomento dal terreno di battaglia della propaganda ma se la competizione – questa è per me la campagna elettorale –  deve coinvolgere anche questi argomenti allora mi sia riconosciuto il sacrosanto diritto del riconoscimento di quell’impegno messo in campo insieme a tante persone, associazioni, istituzioni ed esponenti politici che non solo hanno sposato una causa, ma hanno sentito il dovere di intraprendere un percorso comune che ad oggi ha già dato frutti importanti. L’unico dato che conta è che il Sant’Alfonso è un ospedale salvo con un futuro ambizioso ed importante, già nei fatti pienamente operativo.
Una storia questa, che è di dominio pubblico. L’abbiamo raccontata e documentata nei mesi. Ma sono pronto a raccontarla di nuovo, magari in un confronto pubblico. Quel confronto che chiedo a tutte le forze impegnate in questa campagna elettorale ormai da settimane. Oggi, che l’argomento sanità ha richiamato a valle anche assenti competitori, rivolgo a tutti i candidati questo mio appello. Disponibile al confronto fino all’ultimo giorno.