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Valle Caudina: rapina lungo la scorrimento veloce

I carabineri di Montesarchio sono alla caccia dei banditi
sei in  valle caudina

4 settimane fa - 9 Novembre 2021

Valle Caudina: rapina lungo la scorrimento veloce. I carabinieri della compagnia di Montesarchio stanno dando la caccia ai rapinatori. Da quando è scattato l’allarme, questa mattina all’alba, non hanno smesso di stare loro alle costole.

Rapina lungo la scorrimento veloce

I banditi hanno preso di mira il distributore di benzina che si trova lungo la strada a scorrimento veloce. Con precisione, fa parte del territorio del comune di Paolisi. Non è la prima volta che questo distributore subisce rapine del genere.

I carabinieri stanno facendo il possibile per rintracciare i banditi perché non vogliono trovarsi di fronte ad altri fatti del genere. Qualche anno fa, infatti, una sorta di banda specializzata prese di mira diverse pompe di benzina in Valle Caudina.

Debellarla e assicurare i colpevoli alla giustizia non fu qualcosa di semplice. Per questo motivo stanno cercando di non lasciare nulla al caso e non mollano la presa.

Uccisa da un’emorragia a 27 anni

Non ce l’ha fatta Rosa Barbato, la giovane napoletana originaria del quartiere di Secondigliano che da due anni era in coma dopo un’emorragia cerebrale.

Fino all’ultimo la madre ha sperato che la 27enne potesse riprendere conoscenza, aggiornando periodicamente sulle sue condizioni attraverso il profilo Facebook della figlia.

Alla fine però dopo due anni di battaglie, la giovane si è arresa. Sconvolta la comunità di Secondigliano, dove era conosciutissima. In tanti stanno lasciando un ultimo saluto alla giovane, deceduta in maniera così tragica.

Il malore a Reggio Emilia

Il suo travaglio era iniziato una sera di giugno del 2019, a Reggio Emilia. Rosa si era trasferita da poco per raggiungere il fidanzato Alessandro, anch’egli napoletano. Quella sera, Rosa ebbe un malore improvviso e in pochi istanti perse conoscenza.

Portata subito all’ospedale Franchini di Montecchio Emilia e successivamente all’ospedale Maggiore di Parma, per la giovane la diagnosi fu quella di una profonda emorragia cerebrale, causata da una malformazione genetica.

Valle Caudina: rapina lungo la scorrimento veloce

Decine di interventi chirurgici per tenerla in vita, ma la giovane dal coma non si è mai più risvegliata. Dopo due anni di lotta, alla fine non ha più retto e nelle scorse ore è arrivato il decesso.

I familiari avevano organizzato anche una raccolta fondi per portarla in Austria, ad Innsbruck, per tentare una nuova cura. A gennaio di quest’anno era scomparso anche il padre della giovane: un altro lutto in una famiglia già devastata.

E in molti, alla notizia della morte di Rosa Barbato, hanno pensato proprio al padre di lei: “Ora potrai riabbracciarlo in paradiso”, scrivono tanti amici e conoscenti sui social in queste ore.

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