Valle Caudina: resta in carcere l’imprenditore 61enne di Moiano
L'udienza di convalida ha visto l'accoglienza delle richieste della procura
Valle Caudina: resta in carcere l’imprenditore 61enne di Moiano. L’ imprenditore 61enne di Moiano arrestato dai carabinieri con le accuse di usura e tentata estorsione, ha respinto ogni addebito durante l’udienza di convalida tenutasi questa mattina davanti al gip Maria Di Carlo.
L’uomo, assistito dall’avvocato Teresa Meccariello, ha negato di aver aggredito o “strozzato” la persona di Airola che lo ha denunciato. «È un amico.
In un’occasione gli ho prestato soltanto 200-300 euro, una somma che non mi è mai stata restituita, e non certo le cifre di cui si parla», ha dichiarato.
Il 61enne ha inoltre contestato la ricostruzione degli investigatori, secondo cui avrebbe concesso alla presunta vittima un prestito che, comprensivo degli interessi ritenuti usurari, avrebbe raggiunto i 66 mila euro. «Non ho disponibilità economiche tali da poter prestare una somma del genere», ha sostenuto.
L’imprenditore ha fornito anche la propria versione in merito alla pistola con matricola abrasa, trovata carica insieme a decine di proiettili durante una perquisizione disposta dal procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò nell’ambito di un’indagine condotta anche dalla sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura.
Secondo il 61enne, l’arma era nascosta nel doppio fondo di un mobile appartenuto alla madre, oggi deceduta. «Quel mobile era di mia madre e non sapevo cosa vi fosse custodito all’interno», ha affermato.
Al termine dell’udienza, la Procura ha chiesto l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Richiesta che il giudice ha accolto, disponendo la permanenza dell’indagato in carcere.