Valle Caudina: solidarietà al territorio colpito dal rogo dalla camera civile

Continuano le prese di poszioni a favore delle popolazioni

Redazione
Valle Caudina: solidarietà al territorio colpito dal rogo dalla camera civile

Valle Caudina: solidarietà al territorio colpito dal rogo dalla camera civile. Rogo di rifiuti ad Airola, gli avvocati della Camera Civile di Benevento scendono in campo a tutela della popolazione e dell’imprenditoria locale.

Da un lato c’è la richiesta dell’attivazione di un tavolo istituzionale permanente (Prefettura, Arpac, Comuni, Ordini professionali coinvolti) in un’area a particolare rischio ambientale, dall’altra c’è l’impegno a supportare che opera per la  prevenzione del danno, promuovendoil ricorso a provvedimenti d’urgenza sia  civili che amministrativi  per bloccare le attività inquinanti prima che il disastro sia irreparabile, anziché agire solo a cose fatte.

Nel contempo si richiedono gli opportunio accertamenti delle responsabilità: Se durante un lavoro di scavo emerge un reperto bellico, la prima preoccupazione è la sua rimozione. Ad Airola la bomba ambientale è rimasta pericolosamente presente per oltre due anni.

“Le rilevazioni iniziali dell’ARPAC – così il presidente della Camera Civile, Antonio Lonardo) hanno riscontrato valori di diossina superiori ai limiti di guardia  generando forte allarme nella Valle Caudina per le ricadute sulla salute pubblica, sull’ambiente e sul comparto agricolo locale in uno dei momenti più intensi dell’anno. La vicenda appare delicata nella gestione, e deve nel contempo sviluppare più riflessioni.

Il danno arrecato si svilupperà purtroppo in un arco di tempo medio lungo delineandosi in più direzioni:   Danno alla salute e biologico (causate dall’esposizione a diossinee agenti inquinanti), danno patrimoniale (contaminazione di terreni agricoli e colture privatema anche svalutazione commerciale degli immobili situati nell’area colpita), danno esistenziale (legato al forte stress psicologico dei residenti a causa dell’esposizione a sostanze cancerogene).

E’ giusto quindi attivare ogni procedura tesa al giusto risarcimento, nel solco della recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo nel caso Cannavacciuolo e altri c. Italia. La Camera Civile di Benevento si impegnerà a garantire che le azioni collettive intraprese rispettino i criteri del Codice di Procedura Civile (art. 840-bis e seguenti).

Peraltro – conclude l’avv. Lonardo – il solo risarcimento monetario non esaurisce il problema. Il denaro può compensare, almeno in parte, un pregiudizio già subito; non spegne un incendio, non arresta la dispersione di contaminanti e non restituisce sicurezza a una falda.

E’ importante impegnarsi sul fronte della prevenzione, promuovendo l’uso di provvedimenti d’urgenza sia in sede civile che amministrativa per intervenire sulle situazioni a rischio prima che il disastro avvenga e diventi irreparabile, anziché agire solo a cose fatte.

L’area interessata dall’incendio era stata sequestrata nel 2024, non è possibile che siano passati più di due anni in queste condizioni. Se durante un lavoro di scavo emerge un reperto bellico, la prima preoccupazione è la sua rimozione.

Ad Airola la bomba ambientale è rimasta pericolosamente presente per oltre due anni.