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Valle Caudina: trancia i cavi e scappa, pericolo sulla strada

Il tempestivo intervento ha evitato guai peggiori
di  Redazione
1 mese fa - 7 Maggio 2021
Valle Caudina: trancia i cavi e scappa, pericolo sulla strada

Valle Caudina: trancia i cavi e scappa, pericolo sulla strada. Ha tranciato i cavi ed, invece, di fermarsi per segnalare la situazione ha preferito darsi alla fuga. Dovrebbe trattarsi di una betoniera ed ora il suo autista dovrebbe essere in via di identificazione.

Grande pericolo per la circolazione

I cavi tranciati rappresentano un grave pericolo per la circolazione. Fortunatamente, sul posto sono intervenuti velocemente gli agenti della polizia municipale del comune di San Martino Valle Caudina. L’episodio si è verificato nella parte superiore di via Iardino, un’arteria molto trafficata.

Gli agenti della Municipale, oltre a chiudere parzialmente la strada hanno provveduto a dare l’allarme e sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco per mettere in sicurezza l’arteria.

Intanto i pizzardoni, agli ordini del capitano Serafino Mauriello stanno lavorando per identificare l’autore di questo increscioso episodio. Una mano fondamentale dovrebbe arrivare dalle immagini della video sorveglianza.

Freddato con un colpo di fucile al volto

Francesco Dossena, allevatore di 77 anni, è stato ucciso nella tarda serata di ieri nelle campagne di Nule, nel Sassarese, in Sardegna.

L’uomo è stato freddato con un colpo di fucile al volto. A ritrovare il cadavere nell’ovile di sua proprietà sono stati i figli: non avendolo visto rientrare a casa, sono andati nei terreni che ospitano l’allevamento e l’hanno trovato riverso a terra.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri. La vittima non sarebbe in alcun modo riconducibile ai fatti di sangue più recenti di cui è stato teatro il paese e l’intera area del Goceano, regione storica della Sardegna al confine tra provincia di Sassari e provincia di Nuoro.

Studente rifiuta la mascherina e si incatena al banco: portato in psichiatria

Un ragazzo di 18 anni, studente dell’istituto Olivetti di Fano, è prelevato, ieri mattina, dalle forze dell’ordine e portato subito in ospedale perché si rifiutava di indossare la mascherina in classe.

Il giovane avrebbe creato tensione in classe dicendo a docenti e compagni che la norma che impone l’utilizzo della mascherina «è incostituzionale», arrivando persino a incatenarsi a un banco.

Un vero e proprio atto dimostrativo, guidato – pare – dai precetti contenuti in un opuscolo scritto da quello che lui chiamava «il costituzionalista». Dopo due ore di trattative, l’arrivo di un’ambulanza e di una macchina della polizia, il 18enne è  prelevato da scuola e accompagnato dagli agenti in ospedale.

Sottoposto a Tso

Il ragazzo nel giro di qualche ora è sottoposto a Tso e ricoverato in psichiatria. Al pronto soccorso del Santa Croce il 18enne avrebbe reagito con veemenza, con nuovo intervento della polizia e la decisione di ricoverarlo in psichiatria.

Da quanto si è appreso, il ragazzo ha una buona condotta in classe e un buon rendimento; ma sarebbe suggestionato da un 50enne, suo amico, che lo avrebbe convinto a procedere con azioni di protesta contro la mascherina. Anche i genitori, subito avvertiti, non hanno potuto fare nulla per evitare il Tso.

Il parere della dirigente

Sulla questione si è espressa Eleonora Maria Augello, dirigente dell’istituto scolastico. «Esistono delle precise prescrizioni sanitarie che provengono da decisioni governative; – riporta il Corriere Adriatico – ed è nostro dovere rispettarle per la sicurezza dei nostri ragazzi e delle loro famiglie.

È chiaro che in tutti questi giorni, presentandosi un caso così difficile, il nostro primo intento è stato quello di svolgere un compito educativo, facendo riflettere il ragazzo e chiunque si trovi nel sostenere posizioni di queso genere.

E delle conseguenze a cui si può andare incontro. Ognuno ha il diritto di manifestare la sua libertà di pensiero, criticando anche le leggi e i regolamenti; ma lo può fare senza mancare al rispetto degli altri».