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55 giorni e 7 tamponi per uscire dal covid, ma ho ancora paura del contagio. L’odissea di un 18 di Montesarchio

55 giorni e 7 tamponi per uscire dal covid, ma ho ancora paura del contagio. L’odissea di un 18 di Montesarchio

55 giorni e 7 tamponi per uscire dal covid, ma ho ancora paura del contagio. L’odissea di un 18 di Montesarchio. L’odissea di un ragazzo di Montesarchio, contagiato dal Covid- 19, viene raccontata da un articolo de Il Mattino, firmato da Giovanna Di Notte,  in edicola ieri.

Odissea

L’articolo racconta l’odissea di questo ragazzo durata ben 55 giorni. Una storia che vi proponiamo, con il suo importante appello alla responsabilità.

55 giorni

“Ci sono voluti ben 55 giorni e sette tamponi per sconfiggere il virus, ma alla fine ce l’ho fatta”. Ad affermarlo, con un pizzico di emozione, un 18enne di Montesarchio che lo scorso aprile, nel pieno del lockdown, ha scoperto di aver contratto il Covid-19.

Augusto Izzo

Augusto Izzo, questo il nome di questo ragazzo responsabile.  ha voluto raccontare la sua esperienza per sensibilizzare la popolazione, soprattutto i suoi coetanei. E dal giovane parte un appello alla responsabilità perché l’incubo di contrarre il Covid-19 non è finito.

Guarigione

“Nonostante siano passati ormai mesi dalla mia guarigione, racconta il giovane, il ricordo di quei giorni è ancora vivo nella mia mente. E, visto che si sa ancora poco sul coronavirus, vivo con il terrore di ammalarmi nuovamente. Per questo rispetto tutte le regole: indosso sempre la mascherina, disinfetto spesso le mani e mantengo sempre la distanza di sicurezza.

Regole

Invito tutti i ragazzi a farlo perché usare i dispositivi di sicurezza, rispettare le regole non significa rinunciare alla nostra libertà. Dobbiamo, invece, imparare a convivere con questo mostro invisibile dimostrando grande senso di responsabilità. Solo così ne usciremo”.

Positività

Il ragazzo spiega che la notizia della sua positività non l’ha colto di sorpresa, anzi. “Ad essere sincero, afferma, ero consapevole che prima o poi sarebbe successo. Mia mamma è un’infermiera e, come tutte le persone che lavorano in prima linea nelle strutture sanitarie, è a rischio di contrarre il virus più degli altri.

È stata proprio lei la prima ad ammalarsi e dopo qualche giorno è toccato a me e mio fratello di 13 anni”.

Madre

Pina, la madre dell’adolescente sannita, lavora presso una casa di cura del beneventano. “Di certo, precisa il 18enne caudino. non è stato uno dei periodi più piacevoli della mia vita. Eravamo consapevoli di esserci contagiati, ma solo l’esito del tampone ce lo avrebbe confermato, come poi è avvenuto”

Sintomi

Per fortuna, i sintomi che si sono manifestati sul giovane, non sono stati gravi: un po’ di febbre, molta stanchezza e la perdita del gusto e dell’olfatto. Ma oltre ai tipici effetti del Covid-19, lo studente del liceo “Fermi” di Montesarchio ha sofferto molto la solitudine.

18 anni

Quando, il 2 maggio scorso, Augusto ha raggiunto il traguardo dei 18 anni era positivo al Covid e, quindi, in isolamento. “In quel giorno non poter ricevere neanche un abbraccio da parte delle persone a me care  spiega, mi ha fatto soffrire più della malattia stessa. È vero, il lockdown ha privato tutti dei propri affetti ma a me è mancato quello più importante: la famiglia.

Isolato

Trascorrevo le giornate isolato e dopo un po’ ho perso la cognizione del tempo. Sognavo il giorno in cui sarei finalmente potuto uscire dalla mia stanza e tornare a vivere. Vedevo i miei familiari, seppur distante pochissimi metri da me, solo attraverso lo schermo del mio telefono. Le giornate le trascorrevo, continua, tra lezioni in Dad, che non ho mai interrotto, e le continue videochiamate con i miei amici”

Paura

Per paura di contrarre ancora una volta il virus Augusto ha manifestato i suoi timori e ha raccontato quello che ha vissuto: “Il virus è un mostro invisibile, sempre pronto a colpire chiunque, anche noi giovani. Purtroppo, nei comportamenti dei miei coetanei noto ancora atteggiamenti irresponsabili.

55 giorni e 7 tamponi per uscire dal covid, ma ho ancora paura del contagio. L’odissea di un 18 di Montesarchio

Spesso si accalcano fuori dai locali, per giunta senza mascherina e salutandosi con un abbraccio. Spero, raccontando loro la mia esperienza, di riuscire a sensibilizzarli a tal punto da correggere questi comportamenti incoscienti.


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