Calciatore 30enne si accascia in campo e muore

Redazione
Calciatore 30enne si accascia in campo e muore

Calciatore 30enne si accascia in campo e muore. Tragedia nel pomeriggio sul campo di San Castrese a Sessa Aurunca. Un calciatore amatoriale di 30 anni, originario del Ghana, è morto sul terreno di gioco.

Inutili i soccorsi

Stando a quanto emerso il ragazzo era insieme ai compagni di squadra quando si è accasciato sull’erba. Immediatamente sono scattati i soccorsi ma per lui non c’è stato nulla da fare.

Strazio in campo per i compagni. La sua squadra milita nel campionato di Terza Categoria e si apprestava ad affrontare una gara che sarà di certo rinviata per lutto dopo la tragedia.

Valle Caudina: 60enne muore di covid in ospedale, i familiari denunciano tutti

Secondo il bollettino ufficiale dell’azienda ospedaliera San Pio di Benevento è morto per covid- 19. I familiari, però, non sono affatto d’accordo. Ed allora, come riporta Ottopagine Benevento, assistiti dall’avvocato Fulvio Dello Iacovo hanno deciso di presentare una denuncia ai carabinieri.

Sequestro di salma e cartelle cliniche

I familiari chiedono che vengano sequestrate le cartelle cliniche e la salma. E che sul corpo venga effettuata un’autopsia che stabilisca le esatte cause di questo decesso.

Una vicenda che interessa in pieno la Valle Caudina e che coinvolge almeno due paesi. S tratta di San Martino Valle Caudina e di Montesarchio. La vittima, infatti, è una persona di 60 anni che risiede a San Martino Valle Caudina ma ha un’attività commerciale a Montesarchio.

Ma perché i familiari non accettano la versione ufficiale dei medici? E’ presto detto. Il 60enne si trovava ricoverato al Fatebenefratelli per un’emorragia. Sempre secondo le ricostruzione del quotidiano, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico.

A questo punto, però, viene trasferito presso la sala di rianimazione dell’azienda ospedaliera San Pio dove si spegne.  Secondo il bollettino dello stesso San Pio sarebbe morto per covid o per le complicazioni legate al covid.

I familiari, però, non sono affatto d’accordo e chiedono che venga fatta piena luce. Ora tocca alla Procura della Repubblica di Benevento chiarire tutti gli aspetti di questa vicenda. Sequestrata salma e cartelle cliniche dovrà essere affidato l’incarico per l’autopsia.

A questo punto, nei prossimi giorni, qualche medico dovrebbe essere iscritto nel registro degli indagati. Si tratterebbe di un atto dovuto per consentire i medici di nominare i periti di parte. Questu a loro volta potraanno assistere all’autopsia che è un’operazione irripetibile.