Cervinara, scandalo elettorale due condanne per ricettazione e calunnia

Redazione
Cervinara, scandalo elettorale due condanne per ricettazione e calunnia
Cervinara, scandalo elettorale due condanne per ricettazione e calunnia

Cervinara, scandalo elettorale due condanne per ricettazione e calunnia. E’ una vicenda che si trascinava dal 2015 e riguarda le elezioni comunali di Cervinara che videro l’elezione a sindaco, per il secondo mandato, di Filuccio Tangredi.

Condanne per ricettazione e calunnia

Arriva ora la sentenza penale di questo processo che vede la condanna di due protagonisti di  quella vicenda. Si tratta di  P.B e C.P.

Entrambi sono stati condannati a due anni e due mesi di reclusione ed al pagamento delle spese processuali. Il giudice Gennaro Lezzi del tribunale di Avellino li ha ritenuti colpevoli di ricettazione  calunnia.

Non solo, in sede civile dovranno risarcire i danni a Filuccio Tangredi, Carmelo Todino, Anna Marro, Luigi Romano, Paola Pallotta, Giovanni Bizzarro, Raffaella Cioffi e Caterina Lengua. Infine, dovranno pagare le spese che queste stesse persone hanno dovuto sostenere poiché si erano costituite parte civili

Alla sbarra c’erano tre persone. Oltre ai due condannati, doveva rispondere delle stesse accuse anche Antonio Crisci di Cervinara, assistito dall’avvocato Giuseppe Ceccarelli.

L’avvocato Ceccarelli ha dimostrato la completa estraneità ai fatti del suo cliente ed il giudice Lezzi lo ha assolto.

La vicenda prese il via il giorno dopo delle elezioni comunali del 2015 e verte sul ritrovamento di alcune schede da parte dei due condannati.

Forse un tentativo di fare invalidare le elezioni per nulla riuscito. In alcune sezioni si rivotò ma solo perché mancavano alcune schede all’appello.

Dopo sette anni è stata fatta chiarezza sulla vicenda che vede discolpato anche Francesco Taddeo che era presidente di un seggio.

Le schede mancanti

I condannati avevano dichiarato di aver trovato nella sua abitazione le schede mancanti. Il giudice Lezzi, invece. ha ravvisato l’infondatezza di questa accusa.