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Da giocatore ad allenatore: l’esempio di Inzaghi a Benevento e il sogno di riportare le streghe in Serie A

Da giocatore ad allenatore: l’esempio di Inzaghi a Benevento e il sogno di riportare le streghe in Serie A

Il futuro di Filippo Inzaghi e del suo Benevento sarà la Serie A. L’allenatore dei sanniti è stato il grande protagonista della stagione del club campano, oggi più che mai pronto al grande ritorno nella massima divisione di calcio in Italia. A Benevento, Inzaghi, al suo primo anno come allenatore in una realtà assai competitiva e ambiziosa del Mezzogiorno, ha saputo portare la sua mentalità vincente, la stessa che lo ha caratterizzato nell’arco della sua prima parte di carriera, quando da giocatore con le maglie di Piacenza, Parma, Atalanta, Juventus e Milan (e con la Nazionale), si è fatto conoscere a livello mondiale per la sua innata capacità di fare gol.

Le “streghe”, come detto, stanno vivendo uno dei migliori momenti della storia del club sannita, grazie soprattutto alla ventata di novità portata in quel di Benevento dal tecnico Filippo Inzaghi. Quello del “Pippo nazionale” sulla panchina giallorossa è stato sinora un rendimento che ha viaggiato a ritmi da Serie A; non a caso la compagine cara al patron Oreste Vigorito guarda tutti dall’alto in basso in classifica ed è la favorita al salto di categoria. La rivoluzione di Inzaghi parte da lontano. L’ex attaccante del Milan e della Juventus, ha portato nella sua seconda vita da allenatore la stessa grinta e voglia di vincere di quando sgusciava via sul rettangolo verde di gioco, diventando lo spauracchio di tutte le difese. Il miglior goleador italiano di Champions League (vinta nel 2003 e nel 2007) nel corso della prima parte della sua carriera calcistica è stato un giocatore modello: di rado compariva sui tabloid, badava poco ad acconciature eccentriche ,a differenza di alcuni suoi colleghi, e non amava fare sfoggio di tattoo, mentre in allenamento e durante le partite era una autentica macchina da gol.

Inzaghi è stato capace di trasporre le peculiarità che lo hanno contraddistinto da giocatore anche nella sua nuova veste di tecnico. Sin dal suo primo vero incarico in panchina, a Venezia nel corso della stagione 2016/2017, il maggiore dei fratelli Inzaghi (Simone è l’allenatore della Lazio in Serie A) si è messo in mostra portando il club lagunare dalla Lega Pro alla Serie B e sfiorando, nella stagione successiva, l’accesso in Serie A (uscendo nella semifinale dei playoff promozione per mano del Palermo).

Nella sua ancora breve carriera di allenatore, Inzaghi ha sinora accumulato 77 vittorie, per una percentuale di risultati utili (successi e pareggi) pari a quasi l’80 per cento. Attualmente, come allenatore del Benevento, Inzaghi in 28 giornate ha vinto 21 partite, perdendo soltanto una volta, portando i sanniti saldamente al comando della serie cadetta con addirittura 20 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, guadagnandosi nel giro di pochi mesi il rispetto di una intera città che adesso lo osanna.

Sostanzialmente, il Benevento e Inzaghi hanno chiuso la contesa in Cadetteria già da febbraio. Festeggiare la promozione con la conclusione del campionato sarà soltanto una formalità per i calciatori giallorossi. Anche i numeri e le statistiche parlano chiaro rispetto al successo della stagione del Benevento. Mai nessun’altra squadra, infatti, era riuscita a fare tanto nelle prime 28 giornate di campionato di Serie B (il Sassuolo era arrivato a vincere 20 partite nelle prime 28 giornate del campionato cadetto 2012/2013); di più, la singola sconfitta sin qui subita dai sanniti (contro il Pescara in trasferta) rappresenta un record, sinora appannaggio in solitaria del Perugia che era uscita sconfitta per la prima volta soltanto alla 31esima giornata nella stagione di campionato 1984/1985.

Insomma, numeri da capogiro per una squadra che sta pienamente meritando la posizione che attualmente occupa. La tifoseria e l’ambiente di Benevento, tra i più caldi e passionali dello scenario della Serie B, hanno sin da subito stabilito un reciproco rapporto d’affetto e soprattutto di rispetto con l’ex attaccante del Milan, rispondendo alla grande anche in termini di afflusso allo stadio, dove il Benevento sfiora le diecimila presenze di media (seconda soltanto alla società del Frosinone che svetta in questa speciale classifica con circa undicimila spettatori ogni gara).

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Redazione


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