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Due nuovi positivi a San Martino Valle Caudina

Due nuovi positivi a San Martino Valle Caudina. Si contano 87 nuovi positivi oggi in provincia di Avellino. Lo rende noto l’azienda sanitaria locale Avellino tramite il report quotidiano. Gli 87 positivi
di  Redazione
2 mesi fa - 23 Marzo 2021
Due nuovi positivi a San Martino Valle Caudina

Due nuovi positivi a San Martino Valle Caudina. Si contano 87 nuovi positivi oggi in provincia di Avellino. Lo rende noto l’azienda sanitaria locale Avellino tramite il report quotidiano. Gli 87 positivi arrivano da 1081 tamponi processati. Purtroppo si contano due nuovi contagi anche a San Martino Valle Caudina.

Tra le province di Avellino e Benevento, purtroppo, oggi si registrano anche sei decessi. Due persone hanno perso la vita presso l’azienda ospedaliera San Pio di Benevento e quattro presso l’azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino.

Famiglia sterminata

Prima di soccombere al Covid 19, hanno visto un figlio portato via dal virus. Poi sono spirati a loro volta, sempre per colpa del covid. È la drammatica storia di una famiglia di Taranto sterminata dal Coronavirus. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, la tragedia, consumatasi nell’hub Covid del Moscati, è cominciata qualche giorno fa.

Prima con la morte del figlio di 46 anni. A seguire, a distanza di pochi giorni, il padre. Ultima, in ordine di tempo, la madre. Ha provato a vincere la battaglia fino a quando il corpo gliel’ha consentito.

Poi, ha ceduto all’avanzare dell’infezione da SARS-CoV-2 che, prima le ha causato una gravissima insufficienza respiratoria; per poi finirla con un aggravamento improvviso contro il quale non c’è stato più nulla da fare. Tre funerali nel giro di un mese.

Le parole dell’esperta sulla tragedia di Taranto

“La rielaborazione della perdita di una persona cara è una fase molto dolorosa che avviene in tempi diversi in ognuno di noi”. Sono le parole della psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, esperta in neuropsicologia, Anna Nicolì.

E’ intervenuta sulla terribile tragedia di Taranto. “I sentimenti che si susseguono nelle diverse fasi dell’elaborazione – ha aggiunto – vanno dall’iniziale negazione e senso di colpa alla rabbia, alla consapevolezza e alla tristezza.

Il divieto imposto dalle restrizioni per il Covid rende più difficile l’elaborazione. Alle persone sopravvissute spesso non è stato possibile avere il tempo necessario per salutare i congiunti o per condividere con la comunità la perdita avvenuta.

Davanti ad una morte per Covid ci si sente “congelati” e increduli per non essere riusciti a vedere i propri cari. Tra i pochi consigli c’è quello di evitare per il primo periodo di ascoltare notizie collegate al Covid-19, di restare chiusi in casa per molte ore e di continuare a interagire con i conoscenti  anche a distanza.

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