Errori arbitrali in Champions League, il Barcellona non ci sta: inviato un reclamo formale alla UEFA
Il Barcellona ha presentato un reclamo formale alla UEFA, dopo una serie di episodi arbitrali ritenuti decisivi nelle recenti partite di Champions League. La società catalana ha deciso di intervenire in modo ufficiale dopo la gara d’andata dei quarti di finale contro l’Atletico Madrid, indicando con precisione alcune decisioni che avrebbero influito sul risultato. Il club ha costruito un dossier dettagliato con riferimenti a partite, minuti di gioco e situazioni specifiche che – secondo la dirigenza blaugrana – dimostrano chiaramente una disparità di trattamento.
L’episodio contro l’Atletico Madrid
L’episodio più recente riguarda il minuto 54 della sfida contro l’Atletico Madrid, quando un tocco di mano in area non è stato segnalato dall’arbitro. Il Barcellona ha sottolineato che l’azione presentava elementi chiari per un intervento, ma il direttore di gara non ha assegnato il calcio di rigore. Il VAR non è intervenuto, nonostante la presenza del tedesco Dingert nella sala di controllo. La società ha evidenziato che il mancato utilizzo della revisione video rappresenta una violazione delle procedure previste dal regolamento UEFA.
Il club ha indicato anche la responsabilità dell’arbitro Istvan Kovacs, accusato di non aver applicato correttamente le norme vigenti. Il Barcellona sostiene che il regolamento prevede l’obbligo di un controllo approfondito durante le situazioni di possibile fallo di mano, soprattutto quando l’azione può incidere direttamente sul risultato della partita.
La mancata revisione non ha fatto altro che alimentare i dubbi sulla gestione complessiva della gara, oltre ad aver complicato la strada del Barcellona in Champions. Pur rientrando tra i favoriti dalle quote delle scommesse sul prossimo club campione d’Europa, ora i blaugrana si trovano nella sgradevole situazione di dover rimontare al ritorno l’Atletico, avanti per 2-0.
L’indagine formale richiesta dal Barcellona
La dirigenza guidata da Joan Laporta ha chiesto un’indagine formale per chiarire quanto accaduto. Il Barcellona ha richiesto l’accesso alle comunicazioni tra arbitro e VAR, con l’obiettivo di verificare le motivazioni che hanno portato alla decisione finale. Il club ha inoltre chiesto un riconoscimento ufficiale degli eventuali errori, ritenendo che la trasparenza rappresenti un elemento fondamentale per la credibilità della competizione.
Nel dossier presentato alla UEFA, la società ha inserito anche degli episodi relativi alle stagioni precedenti. Uno dei casi citati riguarda la partita contro l’Inter nella stagione 2022/2023, quando un tocco di mano in area di Denzel Dumfries non venne sanzionato. Il Barcellona ha evidenziato che l’azione presentava caratteristiche simili ad altri episodi in cui, invece, il fallo è stato regolarmente punito.
Un altro episodio menzionato riguarda l’annullamento di un gol di Pedri per un presunto tocco di mano. La società ha sostenuto che la deviazione non fosse volontaria, e che la decisione abbia penalizzato in modo ingiustificato la squadra. Il confronto con altri casi analoghi ha rafforzato la convinzione del club che esistano criteri interpretativi non uniformi.
Secondo la dirigenza blaugrana, il problema di fondo sarebbe la decisione di aderire alla Superlega per combattere il monopolio UEFA sulle competizioni internazionali. Ora il Barcellona è ufficialmente uscito dal progetto, e pretende chiarezza sulle numerose decisioni arbitrali che hanno penalizzato la squadra in Europa negli ultimi anni.