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Il medico non visita e non risponde alle chiamate, monta la protesta in Valle Caudina

di redazione
7 mesi fa
16 Giugno 2020

Il medico non visita e non risponde alle chiamate, monta la protesta in Valle Caudina. Dura la vita del massimalista, telefonate, messaggi, whatApp, con pazienti che arrivano anche a chiederti di essere visitati. Altri ancora pretendono che tu vada nelle loro case a visitare parenti allettati. Davvero incredibili le richieste che arrivano da persone della Valle Caudina. Come se la salute potesse essere un diritto e alla base di quel diritto ci fosse, come pietra angolare, proprio il medico di famiglia. Chi sa dove arriveremo di questo passo.

Ma, per fortuna, c’è chi mette le cose a posto. Voi chiamate al telefono dello studio o sul cellulare? Ed io non vi rispondo. Inviate messaggi e whatApp? Ed io non li leggo.  Figuratevi se vengo a casa a visitarvi. Affermate che il servizio sanitario nazionale mi paga per queste cose e mi da anche di più per le visite domiciliari? Questi non sono affari vostri. Non vi deve interessare.

Io sono massimalista, titolare e faccio ciò che voglio. Altro che Marchese Del Grillo, Io davvero sono io e voi non siete un c…. Abbiamo scherzato, ma non troppo. Tanti medici fanno più del loro dovere e bisogna apprezzarli. Professionisti che onorano il giuramento di Ippocrate e vivono il camice bianco come una missione.

Altri, però, pochissimi in realtà, non lo fanno. Fanno torto a loro stessi ma soprattutto fanno male ai pazienti. Un andazzo che non può essere più tollerato. E’ durato anche troppo tempo. E’ arrivato il tempo di rispettare chi ha bisogno di cure. Per questo si viene pagati e lo si fa anche profumatamente. A questo punto, non è escluso un intervento della magistratura perché si profilano diversi reati. In redazione continuano ad arrivarci segnalazioni su questo andazzo ed alcuni cittadini sono pronti a far rispettare il loro più che sacrosanto diritto. Le segnalazioni sono più che documentate.  Magari potrebbe dire qualcosa anche l’ordine dei medici e la stessa Asl. Massimo rispetto per i medici che fanno il loro dovere, ma non si può tollerare chi lascia 1500 persone senza la dovuta assistenza.