La situazione delicata dell’Icam di Lauro

Il garante Ciambriello ha fatto visita all'Icamk

Redazione
La situazione delicata dell’Icam di Lauro

La situazione delicata dell’Icam di Lauro. Nella giornata di oggi il Garante Campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, ha fatto visita con alcuni suoi collaboratori all’istituto a custodia attenuata per detenute madre di Lauro.

Dodici donne detenute, sei italiane e sei straniere. Tra loro una futura mamma, ormai al nono mese di gravidanza, che nei prossimi giorni darà alla luce il suo bambino all’ospedale di Avellino. All’interno dell’Istituto ci sono 12 bambini, molti dei quali hanno una età al di sotto dei tre anni di cui uno appena 3 mesi.

Solamente una delle detenute è impegnata in un’attività lavorativa ai sensi dell’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario e si occupa della cura dell’orto dell’istituto. Da settembre alcuni bambini frequenteranno un asilo privato, con i costi sostenuti dal Comune, mentre i bambini che avranno compiuto tre anni saranno inseriti nella scuola dell’infanzia comunale.

Sul fronte sanitario, una volta al mese è presente il ginecologo, mentre due pediatri seguono mamma e bambini, con visite effettuate all’esterno dell’istituto. Molti dei bambini arrivano qui senza essere vaccinati.

L’organico della Polizia penitenziaria conta complessivamente 26 agenti, ma soltanto 9 sono donne, una carenza che continua a pesare in una struttura così delicata.

Al termine della visita, il Garante Campano Samuele Ciambriello ha rivolto un appello alle istituzioni: “Chiedo alle autorità competenti di non distinguere mai tra una madre detenuta e suo figlio. Il superiore interesse del minore deve essere sempre tutelato.”

Il Garante ha richiamato l’attenzione sulla condizione dei bambini che vivono negli istituti con le proprie madri: “Sono bambini innocenti che, pur non avendo commesso alcun reato, rischiano di crescere in una condizione di isolamento, con possibili ripercussioni sullo sviluppo cognitivo, relazionale e, più in generale, sul loro equilibrio bio-psico-sociale e come ho visto oggi sul loro linguaggio anche non verbale Per questo è necessario investire sempre di più in percorsi alternativi al carcere per le detenute madri.”

Il Garante ha poi rilanciato la necessità di rafforzare le alternative alla detenzione: “Chiedo al Ministro Carlo Nordio di finanziare, come avvenuto lo scorso anno, le Comunità Alloggio per le detenute madri con figli. Mi auguro inoltre che la Magistratura di Sorveglianza possa favorire un maggiore ricorso alle misure alternative al carcere.”

Infine, un riferimento all’esperienza avviata in Campania per accogliere detenute madri e le detenute senza fissa dimora: “È un progetto importante, per il quale sono grato alla Regione Campania e a Cassa Ammende per averlo rifinanziato da settembre.

Resta però una criticità evidente: sono ancora poche le donne poliziotte e non che lavorano presso l’istituto. È una proporzione che va modificata e bisogna investire sull’incremento del personale femminile.

Alcune detenute nel salutarci ci hanno dichiarato che si sentono mamme a metà!”

Il Garante ha regalato oggi all’istituto una piscina per i bambini e per le mamme il materiale estetico per la cura e il benessere personale.

Sul piano nazionale ad oggi negli ICAM ci sono 29 madri detenute (alcune incinte) e 32 bambini.