La Valle Caudina nella morsa dell’usura

Redazione
La Valle Caudina nella morsa dell’usura
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Lo stupore è la cosa più ipocrita che si  registra, quando la Valle è scossa da un’operazione antiusura. Succede sempre così. Come se i cravattari piovessero dal cielo e non ci fossero persone strozzate dai debiti. Eppure, come abbiamo fatto noi questa mattina, basta fare un giro per gli sportelli degli istituti di credito della zona, per cominciare a capire. A differenza di pochi anni fa, bastano pochi minuti per essere “sbrigati”. Non ci sono file ed i clienti sono pochi. Dagli uffici interni, invece, escono persone dalle facce nere. Ed è semplice capire il perché di quei volti. Ha chiesto credito, ma la risposta è una sola e sempre la stessa. È una risposta negativa, a meno che non si hanno beni del valore doppio della cifra richiesta. I direttori non possono parlare di questa situazione, ma è nota. E così, ad esempio, un imprenditore che avanza soldi dalle pubbliche amministrazioni, la velocità dei pagamenti, resta una chimera, deve indebitarsi per essere in regola con Inps e Agenzia delle Entrate. Se non lo è, non può continuare a lavorare e non gli viene pagato quello che avanza. Ed allora, l’ultima spiaggia sono i cravattari. Sembra un’ancora di salvezza, invece, non è che la condanna. Nel giro di pochi mesi, perdono tutto. Nella rete finiscono facilmente anche i commercianti, che, senza accorgersene, si ricucono a fare i commessi per i loro negozi. E, se in modo molto riservato, lo fai presente a qualche direttore di filiale bancaria, uno di quelli scrupolosi e legati al territorio, lui ti fa capire che conosce questo infernale meccanismo. Come lo conoscono i massimi dirigenti dei loro istituti, ma se ne fregano. Altra cosa da sottolineare, sono i debiti delle famiglie normali, quelle a reddito fisso. Anche per loro basta poco, ad esempio una malattia, per finire nella morsa degli usurai e perdere tutto. Senza dimenticare che dietro i cravattari c’è la camorra che in questo modo lava il denaro sporco. Sono cose che tutti conoscono, ma si continua a finta di niente. Salvo poi stupirci tutti quando arrivano magistratura e forze dell’ordine che scoprono solo la punta dell’iceberg.(Immagine web)