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Le occasioni che la Valle Caudina non deve perdere

Sorrentino ricorda due occasioni da non perdere
sei in  valle caudina

5 giorni fa - 13 Gennaio 2022

Le occasioni che la Valle Caudina non deve perdere. La regione Campania sta attivando diversi strumenti, di programmazione e incentivi rivolti ai centri urbani, ed alle aree interne rispetto alle quali la comunità caudina ha il dovere di avviare il confronto: si tratta dei Distretti del Commercio e dei “Progetto locale di rigenerazione culturale e sociale”.

 L’avviso pubblico per i distretti del commercio

In merito ai distretti del commercio è stato pubblicato il 28 dicembre scorso un apposito Avviso Pubblico secondo il quale i Comuni, singoli o associati, sulla base di un accordo con le Associazioni imprenditoriali del commercio maggiormente rappresentative a livello regionale, potranno richiedere alla Regione il riconoscimento di ambiti territoriali configurabili come Distretti del Commercio.

La nascita di un Distretto tra i nostri comuni potrebbe prevedere incentivi, agevolazioni e interventi tali da migliorare la competitività delle imprese locali e determinare il rilancio del settore. Potrebbe nascere un distretto almeno tra i comuni di Cervinara, San Martino e Rotondi.

Si tratta di un nuovo strumento normativo che si affianca alle altre iniziative poste in essere con i fondi del PNRR, rivolte alle aree interne e rurali in termini di rigenerazione urbana e di sviluppo. Sono questioni che meriterebbero assumere un ruolo centrale nel dibattito pubblico. E’ necessario avviare un confronto, ampio ed articolato.

Rigenerazione borghi rurali

Il finanziamento per la rigenerazione dei borghi rurali invece del Ministero della Cultura è finalizzato a individuare 229 borghi storici in tutta Italia, 25 in Campania, da rilanciare con i fondi del PNRR.

E’ l’occasione per costruire una nuova economia locale, ridando vita al centro storico ed all’intero territorio comunale, attraverso: processi di riuso del patrimonio, l’agricoltura sociale, l’innovazione a base culturale, la partecipazione dei cittadini, le pratiche di gestione condivisa dei beni.

Ci sono 1,6 milioni di euro per ogni borgo selezionato. Potrebbe nascere un centro storico, vivo, attivo e produttivo, con servizi, negozi, botteghe, eventi culturali. Da visitare, ma anche da abitare. Servito dalla fibra, con aree pubbliche attrezzate per il coworking e dove ci si può spostare usando un servizio di bike sharing elettriche.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Francesco Sorrentino

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