Cronaca

Scontro mezzi pesanti, 24enne incastrato

Scontro mezzi pesanti, 24enne incastrato

Scontro mezzi pesanti, 24enne incastrato. La squadra dei Vigili del Fuoco di Lioni, intorno alle ore 14’00 di oggi 16 maggio, è intervenuta nel territorio di Sant’Angelo Dei Lombardi sulla SS 425 al Km. 5. per un incidente stradale che ha visto coinvolto un autocarro che trasportava asfalto, e un Defender della società ENEL.

24enne bloccato

In seguito al violento impatto il conducente del fuoristrada, un ragazzo di 24 anni originario di San Giuseppe Vesuviano in provincia di Napoli, è rimasto bloccato nell’abitacolo, e dopo essere stato estratto è stato affidato ai sanitari del 118 intervenuti i quali lo trasportavano al vicino ospedale di Sant’Angelo per le cure del caso.

Alla guida del pesante automezzo che trasportava bitume, un uomo di 55 anni originario di Avellino, rimasto ferito pure lui, e trasportato da una seconda ambulanza sempre presso l’ospedale del posto. I veicoli incidentati sono stati messi in sicurezza.

Il Tribunale di Avellino, Giudice Dott. Galeota, in totale accoglimento delle richieste avanzate dall’Avvocato Michele Florimo, ha stamani assolto un noto imprenditore di Atripalda, B.A., già Vice presidente dell’Ance di Avellino, accusato per il reato di calunnia, per cui è prevista la reclusione da due a sei anni.

 L’ACCUSA

L’imputazione era relativa ad una negoziazione di un assegno, del quale era stato denunciato lo smarrimento e che era servito per pagare la fornitura di materiale fatta da altra impresa all’azienda condotta dall’imputato.

In quel contesto all’imputato era contestato che, attraverso la consegna da lui fatta dell’assegno, denunciato come smarrito, avesse inteso incolpare di reato ingiustamente il prenditore, da qui la contestazione della calunnia da parte della Procura. Pertanto, decideva di affidare la difesa fiduciaria all’Avv. Florimo.

IL PROCESSO

Nell’ambito del procedimento, passato per il rinvio a giudizio del Gup, in dibattimento all’esito della propria requisitoria il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna alla pena di un anno di reclusione.

Il Tribunale, in totale accoglimento delle richieste avanzate dalla difesa, che ha sostenuto e dimostrato la carenza della prova del dolo in capo all’imputato, in tal modo smontando tutto il castello accusatorio, ha emesso sentenza di assoluzione ex art. 530 co. 2 cpp nei confronti dell’imputato perché il fatto non costituisce reato.


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