Montesarchio: si fuma crack nel parcheggio della scuola

Redazione
Montesarchio: si fuma crack nel parcheggio della scuola
La 50enne scoperta dai carabinieri con crack e hashish

Montesarchio: si fuma crack nel parcheggio della scuola. La bottiglia che vi mostriamo nella foto viene usata per fumare il crack. O meglio, viene manomessa per utilizzarla ad inalare il prodotto che si ricava dalla cocaina. Rispetto alla polvere bianca, il crack è ancora più conveniente, tanto da essere preferito dai giovani.

Droga diffusa in Valle Caudina

Si tratta di una droga molto diffusa in Valle Caudina. Nessuno immagina il quantitativo che viene consumato, soprattutto nei fine settimana. Dai sequestri delle forze dell’ordine, appare chiaro che se ne consuma tanto.

Ed il consumo avviene ovunque, anche in quelli che dovrebbero essere dei posti maggiormente salvaguardati. La bottiglia nella foto, infatti, si trova nel parcheggio nei pressi della scuola elementare di Varoni.

Appare chiaro che chi consuma droga cerca di farlo in luoghi aperti, dove, subito, si può notare l’arrivo di un’auto che potrebbe essere quella delle forze dell’ordine Allo stesso tempo, però, a noi sembra molto pericoloso lasciare queste vestigia in luoghi frequentati da bambini.

Senza contare che questo plesso potrà essere frequentato anche durante la stagione estiva. La scuola, infatti, fa parte del progetto della Summer school, finanziato dalla regione Campania. Si inizia il 28 giugno e si termina nei primi giorni di settembre.

Magari, il parcheggio ed altri luoghi sensibili potrebbe essere protetto da videocamere di sicurezza per scoraggiare le gesta di queste persone e salvaguardare l’infanzia in tutte le sue sfumature.Trovare una bottiglia del genere, risulta inquietante per tutti e bisognerebbe portare ad una seria riflessione su quanto, oramai, si è alzata l’asticella della nostra tolleranza.

Il consumo di stupefacenti

Altra riflessione, bisognerebbe farla sulla diffusione del consumo di droghe dei nostri ragazzi. Questo punto resta sempre difficile da trattare. Siamo sempre convinti che i nostri figli non trattano quelle sostanze. Sono sempre i figli degli altri a farlo.

Forse, guardare in faccia la realtà non può che farci bene. Basta vedere le condizioni dei nostri pargoli quando tornano a casa soprattutto nei fine settimana per capire che quella bottiglia ci riguarda da molto vicino.