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Tragedia sul cantiere, San Martino e la Valle Caudina piangono Raffaele Caserta

Pubblicato il 15 Giugno 2021 - 20:33

Tragedia sul cantiere, San Martino e la Valle Caudina piangono Raffaele Caserta

Tragedia sul cantiere, San Martino e la Valle Caudina piangono Raffaele Caserta. La famiglia, il lavoro e la caccia, queste tre passioni animavano la vita di Raffaele Caserta. San Martino e tutta la Valle Caudina piangono la scomparsa di un uomo buono che ha dato sempre senza chiedere nulla in cambio.

Morte sul cantiere

Un infarto ha portato via la vita a Raffaele Caserta a soli 60 anni. Il decesso, da ciò che si è saputo,  ha avuto luogo in un cantiere vicino Roma dove il 60enne stava lavorando. Tutti conoscevano la sua bravura nel lavoro e l’abnegazione che infondeva nelle opere che realizzava.

A quanto pare, i soccorsi non hanno avuto alcuna possibilità di salvare la vita del 60enne. Il generoso cuore di Pasquale Caserta ha smesso di battere ed inutili sono risultati i tentativi di rianimarlo. Ora si dovrà procedere secondo la prassi, con tanto di accertamento da parte delle forze dell’ordine e de medico legale.

Tragedia sul cantiere, San Martino e la Valle Caudina piangono Raffaele Caserta

Solo dopo tutti gli accertamenti del caso, la salma verrà restituita ai familiari e potrà tornare a San Martino Valle Caudina. per l’ultimo, estremo saluto,

La notizia ha colto tutti coloro che lo conoscevano di sorpresa. Nessuno avrebbe mai pensato che quell’uomo così forte potesse essere abbattuto in questo modo. Inutile dire che la moglie e le figlie ed i fratelli sono distrutti dal dolore.

Poi, a San Martino lo conoscevano tutti. Raffaele Caserta abitava nel pieno centro, di fronte alla scuola elementare.

Passione per la caccia

Persona riservata aveva solo un’unica grande passione, la caccia. Un cacciatore vecchio stampo, uno di quelli che cercava di rispettare sempre la preda. Proprio per questo percorreva chilometri e chilometri tra le nostre montagne.

Questo lo aveva portato ad essere un punto di riferimento per tutti i cacciatori della Valle Caudina. Tutti si rivolgevano a lui per un consiglio o per avere una dritta su fucili e cani da punta. Ma, senza dubbio, il dolore più grande resta quello dei familiari.

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