Valle Caudina: Cosa rimarrà dopo l’incendio del Taburno?

E' necessario un piano di interventi straordinari

Redazione
Valle Caudina: Cosa rimarrà dopo l’incendio del Taburno?

Valle Caudina: Cosa rimarrà dopo l’incendio del Taburno?  Le immagini che arrivano in queste ore dal Monte Taburno fanno male al cuore.

Ancora una volta, per mano di persone incoscienti e irresponsabili, il nostro patrimonio boschivo, il polmone verde del Sannio, viene devastato da fiamme che provocano danni immensi e incalcolabili all’ambiente, alla fauna, al territorio e a tutta la comunità.

Non è più accettabile. Non è fatalità, è incuria e criminalità.

Vogliamo esprimere il nostro più sentito plauso e ringraziamento a tutte le Forze impegnate in queste ore difficilissime: ai lavoratori idraulico-forestali degli Enti Delegati del Servizio AIB, agli operatori della Protezione Civile  ai Vigili del Fuoco, ai volontari. Uomini e donne che da ore lottano senza sosta, al buio, in condizioni estreme, per cercare di domare le fiamme e mettere in sicurezza le nostre montagne.

Come FAI-CISL lo diciamo da anni: i boschi non si difendono da soli. Servono più prevenzione, più manutenzione, più investimenti strutturali e stabilità per chi ogni giorno presidia il territorio. I lavoratori forestali non possono essere chiamati solo quando c’è l’emergenza.

Oggi il Taburno brucia. Domani cosa rimarrà?

Chiediamo che vengano accertate le responsabilità e che si intervenga con un piano straordinario di tutela e rilancio del nostro massiccio.

FAI-CISL IrpiniaSannio

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