Cronaca

Valle Caudina, la mamma di Antonia: non chiudete il reparto neurologia

di  Il Caudino  -  17 Giugno 2019

Valle Caudina. Sono la madre di Antonia Fierro, frequento il reparto di Neurologia dell’Ospedale Rummo da alcuni anni, da quando mia figlia è stata ricoverata dopo un pellegrinaggio in vari ospedali italiani ma senza alcun risultato positivo.

Debbo al Primario Dott. Feleppa tanta riconoscenza per aver capito la malattia di mia figlia e risolto il problema che angosciava tutta la famiglia.

Ho potuto vedere come questo reparto funzioni bene e come tutti siano molto professionali.

Ultimamente ho notato che il numero di medici è diminuito e da 8 neurologi sono scesi a 5. Per questo motivo hanno difficoltà nel garantire tutte le attività che fino a un anno fa venivano portate avanti con grande soddisfazione da parte dei pazienti.

Per esempio, stanno chiudendo gli ambulatori e si parla anche di una riduzione dei posti letto per mancanza di neurologi.

Mi chiedo: Cosa sta accadendo? Come mai un reparto di questa importanza non ha il personale medico che dovrebbe avere?

Durante i vari ricoveri ho visto come funziona anche la StrokeUnit, unica nella provincia, che cura l’ictus cerebrale anche con farmaci speciali.

Chiedo al Direttore Generale, Dott. Pizzuti, perché non assume i neurologi che mancano e perché non lo ha già fatto quando sono andati in pensione gli altri?

Ora che viene l’estate sarà ancora peggio perché i medici debbono andare in ferie e si corre il rischio che il reparto o venga chiuso o non funzioni più come prima.

Non è che rischiamo, adesso, di perdere anche il Dott. Feleppadopo aver perso il Dott. Catapano (primario Neurochirurgia), il Dott. Daniele (primario Oncologia), il Dott. Huscher (primario Chirurgia Oncologica), il Dott. Franco (primario Chirurgia Vascolare), il Dott. Falzarano (primario Ortopedia)?

Faccio un appello al Prefetto di Benevento di interessarsi alla questione e risolvere il problema per fare in modo che anche in questa Provincia l’unico reparto di Neurologia venga messo nelle condizioni di funzionare e dare così la possibilità a tutti i cittadini di essere curati senza dover andare in altre città com’è successo nella mia situazione, senza avere risultati che, invece, io ho avuto a Benevento.

 Rosa Zipete