Valle Caudina: medico visita un immigrato e lo salva

Redazione
Valle Caudina: medico visita un immigrato e lo salva

Ci vogliono trenta secondi per auscultare un cuore. Mezzo minuto, per un medico esperto,  per capire se può esserci qualcosa che non va, poi una visita specialistica può entrare in  profondità e analizzare, con dovizia di particolari, di quale patologia si tratti e come trattarla.
Ma prima ci deve essere la visita, ci deve essere un medico che venga interpellato.
Un ragazzo rifugiato in una delle strutture della Valle Caudina, in fuga dal suo paese, per tre anni non ha avuto a che fare con nessun medico. Grazie a Dio, però, proprio oggi, un medico gli ha auscultato il cuore ed ha capito che c’era qualcosa che non andava. Lo ha inviato da uno specialista, il quale ha confermato una grave malformazione ed ora sarà sottoposto alle cure del caso. Il punto, però, è un altro, questo ragazzo si trova da tre anni in Italia. E’ sbarcato, come tantissimi altri disperati, a Lampedusa ed è stato preso in carico da diverse strutture, per poi arrivare, da noi, in Valle Caudina.
E’ mai possibile che non sia mai stato sottoposto ad una seria visita medica? Ed ancora, è mai possibile che se un medico lo avesse visitato, non avrebbe poi segnalato questa grave patologia? La storia è abbastanza strana, ma serve a ribadire una cosa che diciamo da tempo, c’è necessità di un maggiore controllo per tutte le strutture che accolgono i richiedenti asilo.
Non intendiamo affatto generalizzare, in quanto sono davvero tante le cooperative e le strutture che svolgono questa opera con tanta umanità, ma sarebbe ipocrita non riconoscere che spesso dietro a queste strutture si nasconde una irrefrenabile voglia di lucrare, magari passando sulle vite di questi poveri Cristi.
Ci vogliono trenta secondi per auscultare un cuore, ma una frazione di secondo per far finta di niente. (Foto repertorio)

Peppino Vaccariello