Valle Caudina: violentava la figlia minorenne della compagna, l’orrore di Natale

Redazione
Valle Caudina: violentava la figlia minorenne della compagna, l’orrore di Natale
Benevento: 44enne violenta una minorenne

Valle Caudina: violentava la figlia minorenne della compagna, l’orrore di Natale. A seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento ed avviate dalla Stazione CC di Sant’Agata de’ Goti e poi proseguite con l’ausilio della Compagnia dei Carabinieri di Montesarchio,  i Carabinieri della Stazione CC di Sant’Agata de’ Goti, nella serata di ieri, hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di dimora in Campania.

L’ordinanza prevede anche il divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione di braccialetto elettronico, emessa dal GIP presso il Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica di Benevento, nei confronti di un 53enne originario di San Benedetto del Tronto, gravemente indiziato del delitto di violenza sessuale aggravata e continuata in danno della figlia minorenne della compagna.

La denuncia del padre

L’attività di indagine veniva avviata dai militari dell’Arma di Sant’Agata De’ Goti (BN) nel mese di Aprile del 2023, a seguito della denuncia sporta dal padre della minore che raccontava le confidenze ricevute dalla stessa, classe 2014, in ordine ai ripetuti toccamenti in parti intime subiti ad opera del nuovo compagno della madre.

L’attività di indagine, meticolosa e dettagliata,  consistita nell’escussione delle persone informate sui fatti, nell’acquisizione di documenti rilevanti, nell’effettuazione di consulenza psicodiagnostica e di attività tecnica e culminate nell’effettuazione di incidente probatorio ha consentito di raccogliere gravi indizi di reato a carico dell’autore delle condotte denunziate e il GIP presso il Tribunale di Benevento, accogliendo la richiesta della locale Procura, ha emesso il provvedimento applicativo della misura cautelare del divieto di dimora in Campania con divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione di braccialetto elettronico, essendo stato ritenuto ricorrente il concreto ed attuale pericolo di reiterazione dei reati della stessa specie ovvero delle condotte contestate e non risultando idoneo domicilio per esecuzione degli arresti domiciliari.

Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.