Cervinara: in ricordo dei caduti di Cefalonia

Redazione
Cervinara: in ricordo dei caduti di Cefalonia

Nei giorni scorsi, un gruppo di Irpini guidati da Gianni Marino Direttore dell’Archivio storico della CGIL di Avellino, collaboratore dell’Associazione Italo-greca Mediterraneo, si è recata a Cefalonia a deporre una corona d’alloro al  Monumento della memoria per commemorare l’eccidio consumato, con esecuzioni sommarie da parte dei tedeschi, contro i soldati italiani sull’isola che si erano arresi dopo estenuanti combattimenti.
Con  l’armistizio dell’8 settembre gli italiani che prima erano alleati dei germanici, si trovarono a scegliere se consegnare le armi italiane ai tedeschi o combattere ancora per Hitler. Il rifiuto per difendere l’onore patriottico diede inizio alla resistenza italiana da parte dei nostri soldati che però, dopo pochi giorni di combattimenti, furono sopraffatti dai bombardamenti degli stukas tedeschi.
Per questi eventi,  su ordine del Fuhrer, dovevano essere passati per le armi tutti i sopravvissuti perché “traditori dell’alleanza”. Tra dispersi, deceduti in combattimento e assassinati con fucilazioni sommarie, si parla di circa ottomila tra marinai e fanteria. Molti prigionieri furono fatti affondare con le navi per nascondere le prove. Altri assassinati rimasero insepolti per mesi nelle campagne di Cefalonia. Su undicimila italiani presenti sull’isola sono rimasti in vita solo 2000 soldati dopo essere sopravvissuti molti ai campi di concentramento.
Presso il museo storico di Argostoli sui fatti del 8 settembre 1943, è stato presentato in prima stampa il volume “Soldati Irpini in Grecia” di Gianni Marino.
Alcune storie raccontate nel volume di questi soldati irpini sono di Cervinara come quella di Alfredo Lengua e di Lazzaro Clemente; entrambi sopravvissuti. Presto il volume verrà integrato anche con le storie di altri.
E’ accertato che di Cervinara sull’isola a quel tempo c’erano sei concittadini: Tartaglione Antimo della frazione Valle che fu il primo a perdere la vita, Persichini Armando della frazione Pirozza ed Aniello Bove entrambi deceduti. Bove sopravvisse ai combattimenti ma fu fucilato con Clemente Lazzaro che però si accasciò senza essere colpito rimanendo sotto i corpi dei commilitoni. Infine Francesco Cioffi classe 1920 fu un altro sopravvissuto.
Alla commemorazione e presentazione del libro erano presenti Francesco Viola con famiglia ed un’altra Cervinarese Rosaria Ruggiero col marito.
Emozionante la testimonianza di un locale che da bambino ricordava di aver imparato a dire in italiano “ Signore ho fame dare pane” e i nostri giovani ragazzi lo donavano ai fanciulli nonostante fosse poco. La cerimonia si è conclusa con il canto dell’inno Nazionale.