Cervinara: secondo Free Cervinara non sono sufficienti le nuove disposizioni sulla raccolta differenziata. Abbiamo letto con attenzione il nuovo calendario e le istruzioni predisposte dall’Amministrazione comunale per la raccolta dei rifiuti. E’ quanto si legge in un comunicato stampa di Free Cervinara.
La modifica dei giorni di conferimento potrà anche essere utile, ma nel documento restano senza risposta alcune questioni concrete. Questioni che riguardano il funzionamento del servizio, la tutela dell’ambiente e soprattutto i costi che ogni anno vengono sostenuti dalle famiglie attraverso la TARI.
Nel calendario viene vietato l’utilizzo dei sacchi neri, probabilmente per consentire un controllo più semplice del contenuto. Nella nuova informativa viene chiarito che devono essere utilizzate buste trasparenti o semitrasparenti e, per l’umido, sacchetti compostabili conformi alle norme. Non viene però indicata alcuna distribuzione gratuita.
Anche questa spesa, quindi, finirebbe sulle spalle dei cittadini. Perché il Comune non distribuisce gratuitamente sacchetti trasparenti dotati di codice a barre e associati alle singole utenze? Sarebbe un sistema più serio per controllare i conferimenti, individuare eventuali errori e responsabilizzare chi non differenzia correttamente.
Anche per la raccolta dell’umido si potrebbe fare qualcosa di più concreto. Il Comune, ad esempio, potrebbe fornire gratuitamente alle famiglie mastelli aerati e i sacchetti compostabili richiesti, così da facilitare il conferimento e ridurre cattivi odori e perdite di liquidi.
A chi dispone di un giardino o di un terreno potrebbero essere consegnate compostiere domestiche, prevedendo anche una riduzione della TARI per chi le utilizza correttamente. Chiedere ai cittadini di differenziare è giusto, ma bisogna anche metterli nelle condizioni di farlo in modo semplice e senza ulteriori spese.
Un altro problema riguarda erba, sfalci, potature e residui provenienti da giardini e orti. Nelle nuove istruzioni viene specificato che piccoli quantitativi di erba tagliata, foglie secche e piccoli fiori possono essere conferiti nell’organico.
Le potature, le siepi, i rami e i quantitativi maggiori devono invece essere portati presso l’isola ecologica o il centro di raccolta(che il comune non ha, quindi perché scriverlo?), oppure ritirati tramite un servizio su prenotazione.
In molti Comuni vengono posizionati sul territorio appositi cassoni per la raccolta degli sfalci, e riteniamo sia la migliore soluzione.
Anche per feste, sagre e manifestazioni pubbliche servono regole chiare e controlli precisi. Gli organizzatori, con la collaborazione attiva dell’amministrazione comunale, dovrebbero predisporre contenitori separati per organico, plastica, vetro, carta e indifferenziato, riducendo il più possibile l’uso di prodotti monouso. Si potrebbe anche prevedere la presenza di volontari per ogni isola ecologica presente in manifestazioni pubbliche per rendere corretto il conferimento dei rifiuti.
C’è poi una questione ancora più importante: il controllo dei quantitativi di rifiuti attribuiti a Cervinara e successivamente fatti pagare ai cittadini. Il Comune verifica regolarmente le pesature, i formulari, i percorsi degli automezzi e i quantitativi realmente conferiti negli impianti? Quali strumenti vengono utilizzati per garantire che i rifiuti addebitati alla comunità siano esclusivamente quelli raccolti sul territorio di Cervinara?
Non stiamo formulando accuse. Stiamo chiedendo trasparenza su un servizio che costa molto e che viene pagato interamente dai cittadini. Resta, infine, il problema delle discariche abusive e degli abbandoni di rifiuti lungo le strade, nelle campagne e nelle zone periferiche del paese.
Se si vuole davvero aumentare la percentuale di raccolta differenziata, che a sua volta garantirebbe una diminuzione di tariffe Tari, non si può ignorare tutto ciò che viene abbandonato fuori dal circuito regolare. Quei rifiuti danneggiano l’ambiente, peggiorano il decoro del territorio e generano ulteriori costi di rimozione e bonifica, che alla fine vengono pagati ancora una volta dalla collettività.
Servono controlli costanti, fototrappole realmente utilizzate, individuazione dei responsabili e sanzioni applicate. Sarebbe inoltre opportuno rendere pubblici i dati sugli interventi effettuati, sui quantitativi recuperati e sulle multe elevate.
Non si può chiedere rigore soltanto ai cittadini che rispettano le regole, mentre chi abbandona i rifiuti continua ad agire indisturbato.
Per migliorare la raccolta differenziata e provare davvero a ridurre la TARI non bastano un nuovo calendario e qualche divieto in più. Servono servizi adeguati, controlli seri, dati accessibili, tracciabilità dei rifiuti e un contrasto concreto agli abbandoni illeciti.
La collaborazione dei cittadini è indispensabile. Ma anche l’Amministrazione deve fare la propria parte, offrendo soluzioni e spiegando con chiarezza come viene gestito ogni euro pagato attraverso la tassa sui rifiuti.