Comparto agricolo sotto pressione tra crisi climatica e aumento di costi di produzione
Arriva il forte allarme dalla Cia
Comparto agricolo sotto pressione tra crisi climatica e aumento di costi di produzione. Caldo, siccità e aumento dei costi mettono sotto pressione le aziende agricole. CIA Campania: servono interventi strutturali per difendere la produzione e il reddito degli agricoltori
La crisi climatica e l’aumento dei costi di produzione stanno mettendo sotto pressione il comparto orticolo, con conseguenze che iniziano a riflettersi anche sulla disponibilità di alcuni prodotti sugli scaffali della grande distribuzione.
“Gli scaffali che iniziano a svuotarsi” sottolinea Stefano Di Marzo, commissario di CIA Campania “ sono il sintomo di un problema che nasce molto prima, nei campi. Se produrre non conviene più, il cibo comincerà a scarseggiare.
Non possiamo aspettare che l’emergenza arrivi al consumatore per intervenire”. “Difendere il reddito degli agricoltori” aggiunge Di Marzo “significa difendere la capacità produttiva del territorio e, di conseguenza, la sicurezza alimentare.
Servono interventi concreti sui costi di produzione, sulla gestione della risorsa idrica e sugli investimenti necessari per consentire alle imprese di continuare a produrre”. Sul fronte produttivo, Francesco Castelluccio, responsabile tecnico di CIA Campania, evidenzia gli effetti sempre più pesanti delle condizioni climatiche.
“Stiamo assistendo alla combinazione di diversi fattori “spiega Castelluccio . “Il caldo prolungato e la scarsità di acqua provocano forte stress alle colture, aumentano il fabbisogno di irrigazione e fanno crescere gli scarti.
In alcune produzioni arrivano anche al 20-30%. A questo si aggiungono i costi di gasolio, energia, fertilizzanti e mezzi tecnici, che incidono sempre di più sui bilanci delle aziende”.
“L’agricoltore “ aggiunge Castelluccio “ si trova a produrre in condizioni sempre più difficili, senza avere sempre la possibilità di recuperare sul mercato l’aumento dei costi.
Se questa situazione continua, alcune aziende potrebbero essere costrette a ridurre le superfici coltivate o rinunciare alle produzioni più onerose”. CIA Campania chiede quindi di rafforzare le politiche a sostegno delle imprese, con particolare attenzione alla risorsa idrica, alle infrastrutture irrigue, ai costi energetici e dei mezzi tecnici e agli strumenti di gestione del rischio, sostenendo gli investimenti necessari per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.
“Non possiamo intervenire sull’agricoltura soltanto quando arriva l’emergenza “ conclude Di Marzo, “ Occorre una strategia che dia certezze a chi produce e che riconosca all’agricoltura un ruolo centrale nella sicurezza alimentare del Paese”.