Il dibattito sulla pubblicità del gioco d’azzardo in Italia è arrivato a un punto di svolta per i giocatori
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fissato la fine di agosto 2026 come termine entro cui il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e il Ministero dell’Economia e delle Finanze dovranno presentare una nuova normativa destinata a sostituire il Decreto Dignità, la legge che dal 2018 vieta la pubblicità del gioco d’azzardo in Italia.
Il nuovo provvedimento dovrà essere pronto in tempo per essere inserito nella legge di bilancio. Il nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha inoltre sostenuto una proposta parallela che prevede di destinare al calcio un contributo pari al 2% dei ricavi derivanti dalle scommesse calcistiche.
Il confronto sulla possibile abolizione del Decreto Dignità accompagna ormai gran parte del 2026. La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali FIFA ha contribuito ad accelerare il dibattito, mentre i club di Serie A stimano perdite annuali di circa 100 milioni di euro dovute esclusivamente al divieto delle sponsorizzazioni legate al settore del gioco.
Già nel marzo 2025 la Commissione Cultura del Senato aveva approvato una risoluzione favorevole alla riapertura della pubblicità del gioco nel calcio. Finora, però, nessuna riforma è stata approvata, anche se la pressione politica continua ad aumentare.
I chiarimenti dell’ADM
Come riportato da ilcaudino.it, il dibattito coinvolge aspetti economici e normativi che incidono direttamente sulle famiglie italiane. In questo contesto rientra anche il settore del gioco, che in Italia coinvolge direttamente circa 3,8 milioni di giocatori attivi.
Alla fine di giugno 2026, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha pubblicato un chiarimento ufficiale che riguarda direttamente i giocatori. L’ADM ha confermato che i bonus restano pienamente legali. Gli operatori autorizzati possono informare gli utenti sulla disponibilità dei bonus e spiegarne il funzionamento. Resta invece vietato, in base all’applicazione del Decreto Dignità da parte dell’AGCOM, utilizzare messaggi promozionali pensati per incentivare il gioco, suscitare entusiasmo intorno a un’offerta o spingere gli utenti a partecipare.
In pratica, una piattaforma può comunicare che è disponibile un’offerta cashback e spiegarne le condizioni, ma non può pubblicizzarla con un linguaggio promozionale volto a convincere il giocatore ad aderire. Per chi conosce già questo tipo di promozioni la differenza può sembrare minima, ma dal punto di vista normativo è sostanziale. I bonus continuano a essere disponibili.
Come funzionano i bonus dei casinò nel 2026
Tra gli strumenti più diffusi sulle piattaforme autorizzate dall’ADM figurano i limiti di deposito, i bonus, i giri gratuiti e altre offerte sulle perdite.
I bonus senza deposito permettono di ricevere un credito bonus subito dopo la registrazione, senza effettuare un versamento iniziale. Come accade nella maggior parte dei casi, tali bonus sono soggetti a requisiti di puntata, che impongono di utilizzare il credito un determinato numero di volte prima di poter prelevare eventuali vincite. Le condizioni dell’offerta stabiliscono quali giochi contribuiscono al soddisfacimento di tale requisito e per quanto tempo il bonus rimane valido.
I giri gratuiti sono generalmente utilizzabili solo su specifiche slot selezionate dall’operatore, mentre il cashback prevede il rimborso di una percentuale delle perdite nette registrate in un determinato periodo, solitamente su base settimanale e fino a un limite prestabilito. Si tratta delle formule promozionali più diffuse nel mercato regolamentato italiano. Tutte sono disponibili sulle piattaforme autorizzate dall’ADM e non sono interessate dalle attuali restrizioni sulla pubblicità del gioco.
Perché il dibattito sul Decreto Dignità riguarda anche i giocatori
La tesi principale a sostegno della revisione del Decreto Dignità è che il divieto di pubblicità non abbia ridotto l’attività di gioco, ma avrebbe semplicemente spostato una parte degli utenti verso piattaforme estere prive di licenza, che operano al di fuori delle regole previste per il mercato italiano. Il direttore generale dell’ADM, Roberto Alesse, ha espresso pubblicamente questa posizione nel dicembre 2025, sostenendo che limitare la visibilità degli operatori autorizzati finisca, seppur involontariamente, per favorire il mercato illegale.
La questione presenta però anche un’altra prospettiva. Le organizzazioni per la tutela dei consumatori sottolineano che i divieti sulla pubblicità riducono l’esposizione ai messaggi promozionali, soprattutto tra il pubblico più giovane. Il dibattito all’interno dell’AGCOM, che nel maggio 2026 ha avviato una revisione formale della normativa, si concentra proprio sul confine tra il diritto di informare i giocatori e il rischio di promuovere il gioco.
Per i giocatori italiani, tuttavia, il quadro attuale rimane sostanzialmente invariato. I 52 operatori autorizzati dall’ADM che hanno ottenuto la concessione dopo la riforma del 2025 continuano a operare sotto un rigoroso sistema di controlli. I bonus sono disponibili, possono essere descritti agli utenti nel rispetto delle regole vigenti e restano soggetti alle stesse tutele previste per tutti gli altri servizi offerti dalle piattaforme.
Come confrontare le offerte
Prima di iniziare a utilizzare una nuova piattaforma, la scelta più prudente consiste nell’impostare un limite di deposito. La maggior parte dei casinò autorizzati dall’ADM richiede infatti agli utenti di stabilire un importo massimo giornaliero, settimanale o mensile prima di accedere a tutte le funzionalità del servizio. Sulle piattaforme più affidabili non si tratta di una scelta facoltativa, ma fa parte della procedura di registrazione dell’account.
Quando si confrontano i bonus, è più importante analizzarne le condizioni che soffermarsi esclusivamente sull’importo pubblicizzato. Un bonus senza deposito di valore più elevato, ma con un requisito di puntata pari a 60 volte l’importo ricevuto, può risultare meno vantaggioso nella pratica rispetto a un’offerta più contenuta con un requisito di soli 25 volte.
Anche il metodo di pagamento scelto per il primo deposito può incidere sull’esperienza dell’utente, poiché i portafogli elettronici consentono generalmente di ottenere i prelievi in tempi più rapidi rispetto ai tradizionali bonifici bancari. L’attuale quadro normativo che regola il settore è il più consolidato degli ultimi anni. Che il Decreto Dignità venga sostituito entro la fine di agosto oppure no, le regole già in vigore garantiscono ai giocatori forme di tutela che il sistema precedente non prevedeva.