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La stangata è servita,, aumento del gas sino a 400 euro

Tutti i motivi dei rincari in bolletta
di  Redazione
1 settimana fa - 14 Settembre 2021

La stangata è servita,, aumento del gas sino a 400 euro. Tra circa due settimane, e cioé precisamente il primo ottobre, si saprà con certezza quanto pagheremo di più per le bollette. Sarà infatti l’Arera, l’Autorità per l’Energia, a stabilire nel suo aggiornamento trimestrale di quanto sarà l’aumento.

400 euro per il gas e 100 per la luce

rincari che secondo l’allarme lanciato ieri dal Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani potrebbero arrivare a 100 euro l’anno per la luce e a 400 euro per il gas. Perché questi aumenti? Innanzitutto, il mercato dell’energia sta registrando un trend al rialzo dei prezzi di gas ed energia elettrica che dallo scorso luglio ha assunto livelli record.

Tra le cause, vanno considerate l’ascesa dei prezzi delle materie prime dovuta alla ripresa economica su scala globale e le ridotte forniture di gas, in particolare quelle dalla Russia.

Ma tra i motivi di questa impennata c’è anche la crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2, chiamati con un acronimo Ets (Emission Trading Scheme). Ecco nel dettaglio le dinamiche che determineranno un autunno ‘caldo’ sul fronte delle tariffe energetiche.

L’aumento del gas

Secondo l’Arera, il prezzo a termine del terzo trimestre 2021 “risulta in aumento di circa il 50% rispetto a quello utilizzato per l’aggiornamento del secondo trimestre 2021”. Si preannuncia quindi un forte aumento in bolletta. Ma perché?

Innanzitutto, va considerato che nonostante la crescita di produzione energetica avvenuta negli ultimi anni e la diffusione di impianti delle fonti rinnovabili, la maggior parte del fabbisogno energetico in Italia viene coperta con il gas che, nonostante sia una delle fonti meno inquinanti, rimane una delle più care perché di importazione.

La stangata è servita,, aumento del gas sino a 400 euro

A questo si aggiunge il fattore meteorologico: abbiamo vissuto una primavera particolarmente fredda, con temperature più basse della media fino a maggio, mentre l’estate è stata molto calda con livelli record di afa.

Una tempesta perfetta che ha fatto lievitare il prezzo del gas, la cui domanda è aumentata prima per il riscaldamento domestico e poi per produrre energia per compensare la domanda crescente di elettricità per alimentare condizionatori nonché impianti di raffreddamento delle abitazioni e degli uffici.

A questo, va aggiunto anche il fatto che è stata l’Asia la prima a uscire dall’emergenza e a ripartire economicamente. E così le navi “gasiere” sono partite prima alla volta della Cina, o della Corea o del Giappone e soltanto dopo verso l’Europa.

Inoltre, sono calate le esportazioni della Russia verso la Ue, per le difficoltà politiche nel raddoppio del gasdotto North Stream. Insomma, i prezzi europei del gas sono cresciuti di oltre il 30% nel secondo trimestre del 2021 rispetto al primo.

L’obiettivo del governo

Il governo si è già mosso agli inizi di luglio stanziando 1,2 miliardi di euro proprio grazie alla vendita degli Ets, per evitare che gli effetti dei rialzi colpissero in modo pesante le tasche dei consumatori. Ma ora sta pensando ad una riforma compiuta degli oneri generali di sistema proprio per alleggerire il fardello di voci che gravano in bolletta e nella prospettiva di trasferire sotto la fiscalità generale gli oneri per il sostegno alle energie rinnovabili.

Organismi come Arera hanno già indicato la necessità di eliminare in bolletta ‘gli oneri non direttamente connessi agli obiettivi di sviluppo ambientalmente sostenibile e quelli finalizzati al contrasto della povertà energetica’. Si tratta di voci come i costi relativi allo smantellamento delle centrali nucleari dismesse o come  gli oneri a copertura del regime tariffario speciale riconosciuto alla società Rfi per i consumi di elettricità relativi ai servizi ferroviari su rete tradizionale.

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