Valle Caudina: accertare le responsabilità della chiusura del CSM di Airola

Si dovrrebbero riaccendere i riflettori sul questa vicenda

Redazione
Valle Caudina: accertare le responsabilità della chiusura del CSM di Airola

Valle Caudina: accertare le responsabilità della chiusura del CSM di Airola. Ringrazio il consigliere regionale di AVS Rosario Andreozzi per essersi attivato con tempestività sulla vicenda della chiusura del Centro di Salute Mentale di Airola. E’ quanto scrive in un comunicato stampa Giovanna Megna di Alleanza Verdi Sinistra.

L’iniziativa assunta in sede istituzionale contribuisce a fare chiarezza su una situazione che sta producendo gravi disagi a pazienti, famiglie e operatori della Valle Caudina, privati da mesi di un presidio territoriale fondamentale per la salute mentale.

È indispensabile accertare responsabilità e ritardi che hanno portato all’interruzione del servizio, garantendo al tempo stesso un cronoprogramma certo per il ripristino delle attività nel territorio caudino e soluzioni immediate per i pazienti più fragili.

Al tempo stesso esprimo pieno sostegno alla mobilitazione portata avanti in queste settimane da cittadini, familiari dei pazienti e realtà civiche del territorio, La Rete sociale e il Comitato Salute, che stanno chiedendo con forza la riapertura del CSM e la tutela del diritto alla cura.

La partecipazione e la sensibilizzazione della comunità rappresentano un elemento fondamentale per evitare che il disagio psichico venga relegato ai margini del dibattito pubblico e istituzionale.

In queste settimane i fatti di cronaca continuano purtroppo ad evidenziare quanto sia urgente rafforzare la rete pubblica della salute mentale e della presa in carico territoriale delle fragilità sociali e psicologiche. Episodi drammatici avvenuti recentemente nel Paese hanno riacceso l’attenzione sui rischi connessi all’abbandono, all’isolamento e alla mancanza di supporto continuativo per le persone più vulnerabili.

Per questo la tutela dei pazienti psichiatrici, la continuità terapeutica e la presenza di servizi di prossimità non possono essere considerate questioni secondarie, ma rappresentano una priorità sanitaria e sociale che le istituzioni devono affrontare con responsabilità e urgenza.

La salute mentale non può essere trattata come un servizio marginale: occorrono ascolto, prossimità territoriale e risposte concrete, conclude Giovanna Megna AVS