Valle Caudina: anche il movimento città sostenibile chiede le dimissioni del sindaco di Airola
Il rogo, secondo il movimento, è la cronaca di un disastro annunciato
Valle Caudina: anche il movimento città sostenibile chiede le dimissioni del sindaco di Airola. L’incendio divampato ieri nella zona industriale di Via Caracciano ad Airola non è un incidente isolato e imprevedibile, ma l’ennesima drammatica conferma di una ferita mai rimarginata.
È la cronaca di un disastro annunciato che affonda le sue radici in decenni di scelte scellerate, incuria e una politica miope che ha sacrificato la salute pubblica, la sicurezza e la vocazione naturale del nostro territorio sull’altare di una chimera industriale rivelatasi fallimentare.
E’ quanto sostiene Giuseppe Falzarano, portavoce del Movimento Città Sostenibile. Già in passato, con i precedenti roghi che hanno devastato l’area — a partire dai gravi episodi che hanno segnato la storia recente della Valle Caudina —, Airola ha pagato un prezzo altissimo in termini di inquinamento ambientale e rischi per la salute, estesi anche ai comuni limitrofi.
Il peccato originale risale agli anni ’60, quando si è deciso sconsideratamente di impiantare insediamenti industriali e fabbriche all’interno e a ridosso del centro abitato di Airola. Quella scelta ha distrutto per sempre i terreni più fertili della nostra terra nella zona a tutti noto come ‘a pres’ lann’, spazzando via un’economia agricola fiorente per inseguire promesse di posti fissi che, alla prova dei fatti, si sono dissolte nel nulla.
A peggiorare il quadro si è aggiunto, nel corso degli anni, l’ulteriore disastro ambientale causato dal degrado e dallo scempio della cava di Monte Tairano in Viale della Stazione, che ha continuato a deturpare e inquinare profondamente il nostro territorio.
L’emblema di questo fallimento politico ed economico è poi culminato nella chiusura dell’Alfa Cavi e nella perdita di oltre 450 posti di lavoro, lasciando le famiglie nella disoccupazione e il territorio devastato.
Nonostante i disastri economici e ambientali di quel modello, negli anni si è continuato a perseverare nello stesso errore, riempiendo la zona di Caracciano — situata anch’essa nel pieno centro abitato di Airola, esattamente come gli insediamenti originari degli anni ’60 — di nuove attività a forte impatto, senza una vera pianificazione territoriale, senza tutele reali e senza una visione a lungo termine.
Come Movimento Città Sostenibile, oggi non possiamo più tacere, né accettare che chi ha sbagliato la faccia franca. Pretendiamo risposte immediate dagli enti preposti, ma soprattutto pretendiamo che i responsabili paghino per questo scempio.
Questa amministrazione ha fallito su tutta la linea, dimostrandosi incapace di proteggere il territorio e i cittadini: per questo motivo deve dimettersi immediatamente.
Di fronte all’ennesima catastrofe che riduce Airola allo sfascio, noi del Movimento Città Sostenibile rivolgiamo un appello accorato a tutti gli airolani: è il momento di seguire l’esempio luminoso dei nostri avi. Come accadde il 17 gennaio 1945, quando gli airolani occuparono pacificamente Palazzo San Domenico per cacciare i responsabili di allora della mala gestione del magazzino di ammasso, cioè l’amministrazione Lamberti e consegnare le chiavi al maresciallo della Caserma dei Carabinieri Pascarella, oggi tocca a noi.
Chiediamo agli airolani di mobilitarsi con un’occupazione pacifica della sede comunale di palazzo Montevergine, per cacciare l’amministrazione Falzarano – Napoletano, e costringerla alle dimissioni e ottenere il commissariamento del Comune.
Airola merita verità, giustizia e la fine di questa vergogna!!!!!