Valle Caudina: il senatore Matera chiede la fine dei silenzi e dello scaricabarile sul disastro di Airola

Tante sono le cose da chiarire

Redazione
Valle Caudina: il senatore Matera chiede la fine dei silenzi e dello scaricabarile sul disastro di Airola

Valle Caudina: il senatore Matera chiede la fine dei silenzi e dello scaricabarile sul disastro di Airola. “Ho atteso qualche ora prima di intervenire sull’incendio che ha interessato l’area PIP di Airola, perché in queste situazioni la priorità deve essere lasciata a chi sta lavorando per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza il territorio. Questa mattina ho effettuato personalmente un sopralluogo e quello che ho visto è di una gravità impressionante”.

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Domenico Matera, intervenendo sul vasto incendio che ha interessato il deposito di rifiuti nell’area industriale di Airola.

“Le conseguenze dell’incendio – sottolinea Matera – non riguardano soltanto Airola, ma hanno interessato l’intera Valle Caudina e anche territori delle province limitrofe. In queste ore bisogna innanzitutto ringraziare i Vigili del Fuoco, che stanno lavorando senza sosta nelle operazioni di spegnimento, le Forze dell’ordine, la Protezione Civile e l’Arpac, che ha attivato il monitoraggio ambientale e sta effettuando i campionamenti necessari per verificare la presenza di diossine, furani, Pcb e degli altri inquinanti.

Detto questo – prosegue – non possiamo limitarci a gestire l’emergenza, ma credo sia necessario capire come sia stato possibile arrivare a questo punto.

Il sito era sottoposto a sequestro giudiziario e questo è un elemento che va certamente considerato, ma un sequestro non può diventare l’alibi per l’abbandono di un’area nella quale erano presenti quantità enormi di rifiuti.

Se sarà confermata la stima che questa mattina mi è stata rappresentata dalle autorità, parliamo di oltre un milione di metri cubi di materiale, una situazione che non può essere ignorata e che, evidentemente, non nasce ieri.

Il sindaco di Airola, che ha la responsabilità politica di guidare la comunità, deve spiegare ai cittadini cosa è stato fatto prima che si arrivasse a questo disastro. Quali richieste formali sono state presentate?

Quali interlocuzioni sono state avviate con la Procura, con l’amministratore giudiziario e con gli altri enti competenti? Quali atti sono stati adottati per chiedere la messa in sicurezza dell’area e la rimozione dei rifiuti? E quali risposte sono arrivate?

Amministrare una comunità non significa intervenire soltanto quando l’emergenza è già esplosa. Significa anche prevenire, sollecitare, costruire le necessarie interlocuzioni istituzionali e fare tutto ciò che è possibile, nell’ambito delle proprie competenze, per evitare che una situazione di rischio si trasformi in una tragedia.

Non si può aspettare che sia il vento a spostare altrove una nube di fumo o che sia un incendio a far emergere problemi che erano già presenti»

Airola – ricorda Matera – aveva già vissuto nel 2021 un grave incendio con conseguenze ambientali. Quello di oggi è il secondo episodio di questa portata in pochi anni. È legittimo, quindi, che i cittadini chiedano risposte e pretendano di sapere cosa sia stato fatto nel frattempo.

Non è il momento dello scaricabarile e non è nemmeno il momento di cercare responsabilità politiche a prescindere. È il momento di accertare i fatti. Ma proprio per questo il Comune deve mettere a disposizione dei cittadini tutti gli atti e spiegare con chiarezza quale sia stata la sua attività su quell’area.

Chiederò anche agli uffici competenti del Ministero dell’Ambiente di verificare la situazione e di valutare ogni iniziativa utile per fare piena luce su quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità. Una volta accertati i fatti, chi ha sbagliato dovrà risponderne.

Ora la priorità è una sola, la tutela della salute dei cittadini. Bisogna completare lo spegnimento, continuare il monitoraggio dell’aria e del territorio e fornire alla popolazione informazioni puntuali sugli esiti dei controlli.

Ma subito dopo sarà necessario capire come si sia potuto arrivare a questo punto e soprattutto evitare che una situazione simile possa ripetersi. I cittadini della Valle Caudina hanno già pagato troppo.

Adesso servono risposte, la misura è colma”.