Chi siede in Consiglio comunale e continua a dire di amare Airola non può più limitarsi alle parole.
Se davvero il paese viene prima delle appartenenze, delle convenienze e delle poltrone, allora è arrivato il momento di assumersi una responsabilità: sfiduciare il Sindaco.
Non servono altre giustificazioni. Non servono altre promesse. Non servono altri silenzi.
Serve azzerare tutto e ripartire.
E, a questo punto, l’unica strada credibile è quella del commissariamento, per restituire alla città un’amministrazione libera dalle logiche di parte e creare le condizioni per una vera ripartenza.
Chi dice di amare Airola lo dimostri con un atto concreto.
Prima il paese. Poi tutto il resto.
Perché continuare così non significa governare. Significa soltanto rinviare l’inevitabile. Ma la responsabilità non è soltanto di chi amministra. È anche nostra.
Cari concittadini, il presente e il futuro di Airola dipendono da noi.
Dipendono dalla nostra capacità di non essere più spettatori, di non accettare l’inaccettabile, di non confondere la fedeltà a una parte con l’amore per la propria comunità. Dipendono dalla nostra coscienza.
Perché una città cambia davvero quando cambiano le coscienze dei suoi cittadini. Quando smettiamo di avere paura di parlare. Quando smettiamo di giustificare tutto. Quando impariamo a pretendere risposte.
Perché il futuro di Airola non è scritto. Possiamo ancora cambiarlo. Ma dobbiamo volerlo.E dobbiamo cominciare adesso, conclude l’ attivista civico Raimondo Borriello.