Valle Caudina: i webeti che vogliono distruggere 1073 aziende agricole
Un grave pericolo arriva dai social
Valle Caudina: i webeti che vogliono distruggere 1073 aziende agricole. L’Arpac e gli uffici delle tre Asl di riferimento, Avellino, Benevento e Caserta stanno effettuando i rilievi dovuti alla fase successiva del rogo del sito di stoccaggio di rifiuti di Airola.
L’Arpac si occupa di verificare lo stato dell’aria. Per fare questo ha personale, ossia, tecnici specializzati e apparecchiature sofisticate. Le aziende sanitarie locali, invece, si occupano della contaminazione dei prodotti agricoli, dello stato dei terreni, di quello delle acque e degli allevamenti animali.
Anche le Asl hanno personale specializzato per fare questi rilievi. Gli esami vengono seguiti dagli assessorati regionali competenti, ossia, quello all’agricoltura e quello all’ambiente.
Ed ancora tutta la crisi nelle tre province viene seguita dai rispettivi prefetti. Infine, e non per ultimi, ci sono i sindaci dei vari comuni che seguono l’evolversi di questa situazione passo dopo passo con la naturale preoccupazione che determina una crisi del genere.
Ma non è questo il punto. Abbiamo cercato di ricostruire la filiera istituzionale dei controlli che vengono effettuati dopo il rogo di Airola per spiegare che i rilievi vengono realizzati e che non abbiamo motivo per metterli in dubbio.
Intendiamoci, questo giornale non vuole certo sminuire l’evento spaventoso che ha investito la Valle Caudina, la nostra terra dal 31 agosto in poi. Non solo chiediamo anche giustizia, vogliamo che le indagini siano rapide per identificare i colpevoli ed i responsabili che hanno consentito lo scoppio di questa bomba ambientale. E vogliamo anche che si paghino i danni di questa vergognosa azione.
Il Caudino neanche vuole sminuire la portata dell’evento e la pericolosità dell’inquinamento da diossina e dell’avvelenamento da altre sostanze.
Fatte queste premesse, ci chiediamo chi può mettere in dubbio gli esami dell’Arpac e delle Asl? Chi ha gli strumenti scientifici per farlo? E chi ha i dovuti titoli di studio per usare gli strumenti scientifici e leggere i risultati? La risposta, che si può sempre confutare, è nessuno.
La cultura social questa volta non basta. Sono necessarie lauree, titoli accademici, esami di stato, la vittoria di qualche concorso, corsi di aggiornamento e tanto altro ancora. Il signor So Tutto può seminare dubbi, gridare al complotto ma, per farlo seriamente, come direbbe Josè Muorinho ha zero tituli. E cerchiamo di scolpirlo nei nostri cervelli
Il Webete, però, uno scopo lo raggiunge sicuramento. Quello di danneggiare pesantemente il lavoro di ben 1073 aziende agricole della Valle Caudina. E davvero non si può immaginare che lo sforzo di tante persone, la dura fatica di proprietari e personale, possa essere distrutto da chi non sa nulla.
I Webeti con la loro ignoranza possono fare una sola cosa che è grave quanto il rogo dei rifiuti. Possono distruggere il futuro di chi lavora in questi settori, il futuro delle loro famiglie, il futuro di tutta la Valle Caudina, della nostra terra.
Possiamo consentire tutto questo? Possiamo consentire a qualche post di gettare nel baratro tutta la nostra terra? Questa volta il futuro dipende da noi, solo da noi. Non ci sono altri responsabili.
Magari per confutare il pensiero del So Tutto di turno gli possiamo semplicemente chiedere, “ scusa ma che rilievi hai fatto e che studi hai compiuto per affermare certe cose? “
Basta una semplice domanda per smontare il complottista che gode solo quando le altre persone sono sfiduciate e preoccupate. E quando può danneggiare che fatica ogni giorno e non ha il tempo di smanettare sui social.