Valle Caudina: controlli trasparenti e tempestivi per capire gli effetti del rogo dei rifiuti. Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Le scriviamo a nome della mobilitazione civica Valle Caudina per la Salute e l’Ambiente, che ha già raccolto oltre 250 adesioni di cittadini del territorio attraverso moduli online e vari appelli diffusi nei gruppi locali.
Chiediamo l’attenzione della Vostra testata per dare voce alla situazione di forte preoccupazione e incertezza che sta vivendo la nostra comunità all’indomani del devastante incendio allo stabilimento industriale di Airola:
Il limite arbitrario dei 3 km e la geografia reale: Le ordinanze e i primi rilievi sono stati tarati su un raggio burocratico di 3 km.
Questo parametro ignora la conformazione della Valle Caudina, la direttrice dei venti e le pendici del Monte Taburno, dove fumi e polveri sono stati spinti verso pascoli e coltivazioni di centri vicini come Bonea e Moiano.
Agricoltori e allevatori abbandonati:
Le ordinanze correnti vietano la raccolta ma non offrono alcuna chiarezza su arature, irrigazione da pozzi privati o gestione del suolo, né prevedono sostegni economici. Piccoli produttori e pastori vengono lasciati soli di fronte a una scelta drammatica tra la sopravvivenza economica e i rischi per la salute a lungo termine legati all’accumulo di diossina.
Trasparenza e controlli reali:
Non chiediamo punizioni o colpevolizzazioni per chi lavora la terra, ma analisi e carotaggi ufficiali e gratuiti condotti da ARPAC e ASL su tutta la fascia pedemontana, per certificare la sicurezza del suolo e tutelare la salute pubblica.
Chiediamo che le istituzioni non si limitino a ordinanze formali, ma intervengano con fatti, analisi trasparenti e aiuti concreti per la popolazione e il comparto agricolo.