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Valle Caudina: Paolisi-San Martino e Statale Appia due strade mortali

Pubblicato il 10 Aprile 2015 - 17:48

Valle Caudina: Paolisi-San Martino e Statale Appia due strade mortali

Valle Caudina. Tre gravi incidenti in soli quattro giorni, di cui uno mortale. Non si scherza con la pericolosità delle due grandi arterie caudine, la strada a scorrimento veloce e la strada statale Appia. Per ironia della sorte, l’asse attrezzato viene usato per bypassare il traffico dell’Appia, da Paolisi a Tufara Valle ed è diventato ancora più pericoloso della cosiddetta nazionale. Quella lingua di asfalto, infatti, è completamente priva di segnaletica orizzontale e verticale, i guard-rayls senza catarifrangenti ed è priva di illuminazione. E così, se l’arteria non si conosce e si pigia un poco in più il piede sull’acceleratore, le probabilità di uscire fuori strada sono altissime. A questo bisogna aggiungere che il concetto di manutenzione è solo un eufemismo e il manto stradale è pieno di buche ed avvallamenti. La strada è di proprietà del consorzio Asi di Avellino che dovrebbe realizzare anche il terzo ed il quarto lotto. Ci spostiamo di pochi chilometri ed arriviamo sull’Appia. Qui le cose sono diverse la segnaletica è sufficiente ed anche l’illuminazione. Il manto stradale lascia molto a desiderare, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono i sorpassi a provocare i sinistri. Con il tempo, infatti, la nazionale attraversa dei veri e propri centri abitati e, quindi, non si può affatto considerare un’arteria veloce. Sono tanti i mezzi pesanti che vi transitano e rallentano il traffico. Da qui la voglia di sorpassarli e gli inevitabili incidenti. Sinistri gravi con l’asfalto che si tinge di sangue. Altra cosa paradossale è che a fronte di questa situazione, la regione Campania ha ridotto di molto il trasporto su ferro lungo la ferrovia Napoli- Benevento, via Valle Caudina, incentivando il traffico di mezzi pesanti. Questa è la situazione sulle due arterie che hanno la maggiore concentrazione di traffico veicolare in Valle Caudina. Sembra quasi un gioco, ma è un gioco mortale, una vera e propria roulette russa.

Peppino Vaccariello

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