Airola: Scoppia un forte dissidio nella Pro Loco

Si chiede l'interveno dell'UNPLI

Redazione
Airola: Scoppia un forte dissidio nella Pro Loco

Airola: Scoppia un forte dissidio nella Pro Loco. Da Giovanni Falzarano riceviamo e pubblichiamo.

Giovanni Falzarano, componente del Consiglio Direttivo della Pro Loco di Airola, ritiene doveroso portare a conoscenza dei soci, dei volontari e di tutti i simpatizzanti dell’Associazione alcune circostanze che, a suo giudizio, meritano particolare attenzione e un’approfondita riflessione.

La decisione di rendere pubbliche queste considerazioni è maturata soltanto dopo un lungo e ripetuto confronto con il Presidente e con gli altri componenti del Consiglio Direttivo.

Un dialogo che, purtroppo, non ha prodotto alcun risultato concreto e che, al contrario, si è concluso con l’invito rivolto allo scrivente a rassegnare le dimissioni, così da evitare, secondo quanto riferito, di dare fastidio in futuro.

In primo luogo, Giovanni Falzarano rileva che il Presidente della Pro Loco di Airola, Franco Napoletano, avrebbe modificato unilateralmente la programmazione dell’evento “Città di Airola”, previsto nei giorni 28, 29 e 30 agosto 2026, discostandosi da quanto approvato dal Consiglio Direttivo e successivamente dall’Assemblea dei Soci nella seduta dell’11 aprile 2026.

Se tale circostanza fosse confermata, si configurerebbe una significativa compressione del principio di collegialità che deve guidare ogni decisione riguardante la vita dell’Associazione, svuotando di fatto il ruolo del Consiglio Direttivo e mortificando il contributo dei suoi componenti.

Con riferimento al programma dell’evento di fine agosto, Giovanni Falzarano ritiene inoltre che il progetto Human Rights, pur rappresentando un’iniziativa di indubbio valore culturale e sociale, non possa essere presentato come attività ufficiale della Pro Loco di Airola.

Per quanto risulta allo scrivente, infatti, tale progetto non è mai stato sottoposto all’esame del Consiglio Direttivo, né risulta approvato attraverso una specifica deliberazione o verbalizzazione. Il suo inserimento nel programma istituzionale dell’Associazione apparirebbe pertanto privo del necessario fondamento deliberativo.

Sempre secondo quanto risulta allo scrivente, il Presidente avrebbe sottoscritto il contratto con gli ideatori del progetto Human Rights a titolo personale e non nella qualità di legale rappresentante della Pro Loco di Airola.

Qualora tale circostanza trovasse conferma, l’iniziativa non potrebbe essere ricondotta all’Associazione, in assenza di una preventiva autorizzazione da parte degli organi competenti. Attribuire alla Pro Loco un progetto mai deliberato significherebbe, infatti, rappresentare all’esterno una volontà associativa che non risulta essere mai stata formalmente espressa.

Alla luce di tali circostanze, Giovanni Falzarano esprime forte preoccupazione per il rischio che iniziative di carattere personale possano essere confuse con l’attività istituzionale della Pro Loco, determinando una sovrapposizione tra interessi individuali e finalità associative.

Una situazione che, a suo giudizio, non rende giustizia alla storia della Pro Loco di Airola, realtà che da oltre cinquant’anni rappresenta un punto di riferimento per il volontariato, la promozione del territorio e la crescita culturale della comunità.

È convinzione dello scrivente che sia ormai necessario porre fine a modalità gestionali sempre più distanti dai principi di partecipazione, trasparenza, condivisione e rispetto delle regole associative.

Una Pro Loco non può essere amministrata come se fosse una realtà privata, né le sue attività possono essere determinate dalla volontà di una sola persona, prescindendo dalle decisioni assunte dagli organi collegiali.

Tale modo di operare ha progressivamente compromesso i rapporti della Pro Loco con numerose associazioni del territorio di Airola, con l’Amministrazione Comunale e, in particolare, con l’Assessorato alla Cultura, determinando un progressivo isolamento dell’Associazione e rendendo necessario il ricorso alla collaborazione di realtà associative esterne al contesto cittadino.

In questo contesto si inserisce anche la gestione del gruppo WhatsApp “Pro Loco Soci”, istituito dal Presidente. Attualmente soltanto i componenti del Consiglio Direttivo possono pubblicare messaggi, mentre ai soci è impedita qualsiasi possibilità di intervenire o di esprimere osservazioni.

Una modalità di gestione che limita il confronto democratico, ostacola il libero scambio di idee e riduce gli spazi di partecipazione attiva dei soci alla vita associativa, in evidente contrasto con i principi di trasparenza, condivisione e partecipazione che dovrebbero caratterizzare ogni associazione di volontariato.

Per tutte le ragioni esposte, Giovanni Falzarano rivolge un pubblico appello al Presidente dell’UNPLI Provinciale, Renzo Mazzeo, affinché voglia valutare con la dovuta attenzione la situazione rappresentata e investire della questione anche gli organi dell’UNPLI Regionale, nell’auspicio che possano essere adottate le opportune iniziative a tutela della corretta gestione della Pro Loco di Airola, del rispetto delle regole associative e della dignità di tutti i soci che, con impegno e spirito di servizio, contribuiscono da anni alla crescita dell’Associazione.

Giovanni FALZARANO