Cervinara: Carmine Raviele scomparso nel nulla, un mistero lungo 70 anni

Redazione
Cervinara: Carmine Raviele scomparso nel nulla, un mistero lungo 70 anni
Cervinara: Carmine Raviele scomparso nel nulla, un mistero lungo 70 anni

Cervinara: Carmine Raviele scomparso nel nulla, un mistero lungo 70 anni. Sono storie tristi, dolori equiparabili a dei lutti se non addirittura più lancinanti  perché non ci sono tombe su cui piangere e sulle quali potersi rassegnare al destino.

Dolori di mamme

Dolori di mamme che se ne sono andate senza avere più notizie dei figli. Cervinara ha memoria di storie cos,ì di giovani scomparsi senza aver lasciato traccia, senza una lettera di spiegazione.

Questa è la storia di Carmine Raviele  figlio di Giuseppe e di Miele Giuseppina. Nato a Cervinara il 06 giugno 1930. Carmine era un ragazzo conosciuto da tutti come una persona educata e tranquilla. L’ultima volta fu visto in Piazza Trescine parlare con degli amici, la cosa più normale tra i giovani cioè cercare i coetanei.

La richiesta di mille lire

L’ultimo a vederlo fu una zia perché Carmine gli fece visita il giorno seguente per chiedergli a nome della madre mille lire, una cifra non di poco conto  a quel tempo.

A cosa gli servivano questi soldi? Un viaggio da fare o un debito di gioco? Qualcuno disse di averlo visto prendere il treno sulla linea Campobasso/Benevento.

Era il 15 maggio 1953 e Carmine, a soli 23 anni,  si allontanava da casa e non si seppero mai più i motivi che lo costrinsero a compiere tale gesto. Carmine era molto legato alla mamma Giuseppina.

La povera donna non ebbe mai più notizie del figlio. La stessa cercava delle  ragioni pensando e sperando che forse il figlio non poteva far sapere cosa gli fosse avvenuto perché minacciato o ricercato da qualcuno per motivi diversi.

Il povero papà disperato scrisse al comando del 157° RGT. FTR “ Liguria” dove l’anno prima aveva fatto il soldato di ferma. Il papà ipotizzava che durante quel periodo avesse conosciuto una ragazza abruzzese e fosse ritornato lì nel comune di Sturla in provincia di Genova. La risposta del Comando fu negativa.

L’incontro con Padre Pio

GiuseppeRaviele non sapendo più a chi rivolgersi mosso dalla fede si recò in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo per incontrare Padre Pio. Al frate con le stimmate, che poi divenne santo per chiedere, per grazia di Dio se potesse sapere qualcosa. Il Santo gli disse:” tuo figlio sta bene ma non può scriverti”.

Luigi Amatiello il nipote che per anni ha cercato di ricostruire questa storia commovente della sua famiglia ricorda che il povero nonno Giuseppe sostituì il figlio in tutto nelle faccende domestiche.

Morì solo dopo aver baciato la foto del figlio Carmine il 23/08/1982, in un’aula dell’ITC Einaudi, dove si trovavano ancora ospitati come rifugiati del terremoto del 1980. La nonna invece si allettò a seguito di quanto accaduto. Luigi la ricorda seduta all’angolo di via P.E.Imbriani, ad aspettare il ritorno improvviso del figlio senza mai perdere la speranza.

Si spense anche lei il 28 febbraio 1986 in ospedale a Benevento, chiedendo di scendere dal letto per toccare terra. Morì subito dopo aver “salutato la terra”.

I misteri di questa storia

La storia di Carmine ha davvero tanti misteri. Perché dopo tanti anni non ha voluto contattare la famiglia. Anche dopo il terremoto del 1980 non si è preoccupato delle condizioni dei suoi familiari.

Forse subito dopo aver preso quel treno gli è successo qualcosa ma il corpo non è mai stato trovato. O forse quel treno non lo ha mai preso e quelle mille lire hanno fatto gola a qualcuno che subito dopo ha occultato il cadavere?

Questo articolo vuole attirare attenzione sulla persona di Carmine. Forse qualcuno in un posto lontano leggerà questa storia e potrà fornire qualche notizia in più a Luigi e alla sua famiglia.