Cervinara: la giunta Tangredi alle prese con una preoccupante situazione finanziaria
Prima conferenza stampa di esecutivo e maggioranza
Cervinara: la giunta Tangredi alle prese con una preoccupante situazione finanziaria. Prima conferenza stampa dell’amministrazione comunale guidata da Filuccio Tangredi. Nell’ufficio del sindaco erano tutti presenti, sia i quattro assessori che i quattro consiglieri di maggioranza.
Il primo cittadino e l’assessore al bilancio Stefania Gallo hanno evidenziato una situazione preoccupante per quanto riguarda il bilancio che si evidenzierà in tutto la sua consistenza con il riequilibrio fissato per il mese di luglio.
Vari i motivi che hanno portato a questa situazione pericolosa perchè il dissesto sembra essere dietro l’angolo. Tra gli altri il ritardo, di circa un anno e mezzo, nel bandire la gara per quanto riguarda l’affidamento dei tributi.
La relazione di Stefania Gallo
Questa è la relazione dell’assessore Stefania Gallo che fotografa il pessimo stato dell’arte.
A seguito dell’insediamento della nuova Amministrazione comunale, si ritiene doveroso rappresentare al Consiglio comunale e alla cittadinanza un primo quadro della situazione finanziaria del Comune di Cervinara, sulla base della documentazione contabile relativa al rendiconto 2025, al riaccertamento ordinario dei residui e agli atti di bilancio disponibili.
Dall’esame del rendiconto 2025 emerge una situazione che, pur non integrando formalmente condizioni di dissesto o deficitarietà strutturale, presenta rilevanti profili di attenzione per quanto riguarda la liquidità, la consistenza dei residui attivie la reale capacità di riscossionedell’Ente.
Il rendiconto 2025 evidenzia un fondo cassa finale pari a euro 1.014.681,90, in forte riduzione rispetto al fondo cassa iniziale di euro 4.753.135,54. Nel corso dell’esercizio sono state registrate riscossioni complessive per euro 8.676.227,54 e pagamenti complessivi per euro 12.414.681,18.
Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 è pari a euro 5.065.402,49. Tuttavia tale risultato è quasi interamente assorbito da accantonamenti e vincoli. In particolare, la parte accantonata ammonta a euro 4.802.078,00, di cui euro 3.848.413,72 per Fondo crediti di dubbia esigibilità, euro 568.200,00 per fondo contenzioso, euro 213.270,48 per fondo garanzia debiti commerciali ed euro 137.450,21 per Fondo anticipazioni di liquidità. La parte vincolata è pari a euro 231.452,59. Ne deriva una parte disponibile estremamente contenuta, pari a soli euro 31.871,90.
Il dato più rilevante riguarda la consistenza dei residui attivi. Al 31 dicembre 2025 risultano residui attivi complessivi pari a euro 20.853.044,28, a fronte di residui passivi pari a euro 16.602.943,04. Si tratta di una massa molto rilevante, che richiede una verifica puntuale sulla effettiva esigibilità dei crediti iscritti in bilancio.
Particolare attenzione deve essere riservata ai residui attivi di natura tributaria. Dal prospetto del Fondo crediti di dubbia esigibilità risultano residui relativi a imposte, tasse e proventi assimilati per euro 6.340.811,06. Di questi, euro 4.327.813,23 derivano da esercizi precedenti. Per le entrate tributarie non accertate per cassa il fondo accantonato è pari a euro 3.810.464,43, con una percentuale di accantonamento del 60,63%. Tale dato evidenzia una criticità strutturale nella riscossione dei tributi comunali.
Ancora più delicata è la vetustà dei residui. Dal parere sul riaccertamento ordinario risulta che i residui attivi relativi al 2020 e agli anni precedenti ammontano complessivamente a euro 3.541.714,42, pari al 16,98% del totale dei residui attivi. All’interno di tale importo, i residui del Titolo 1, riferiti alle entrate tributarie, ammontano a euro 822.620,70.
La presenza in bilancio di crediti tributari così risalenti impone una verifica rigorosa della loro effettiva esigibilità. Per i tributi locali, infatti, occorre accertare se siano stati tempestivamente emessi e notificati validi atti interruttivi della prescrizione e se siano state effettivamente avviate procedure di riscossione. In mancanza di tali presupposti, parte dei crediti conservati potrebbe risultare prescritta, inesigibile o comunque di difficile recupero.
La nuova Amministrazione ritiene quindi necessario procedere con urgenza ad una ricognizione straordinaria dei residui attivi, con particolare riferimento ai tributi locali anteriori al 2020, verificando per ciascuna posizione: titolo giuridico del credito, data di accertamento, atti notificati, eventuali interruzioni della prescrizione, stato della riscossione coattiva e concreta recuperabilità.
Particolare attenzione merita inoltre il Bilancio di Previsione 2026 con riferimento alle entrate tributarie e, soprattutto, alle somme previste a titolo di recupero evasione fiscale.
Dall’esame del Piano Esecutivo di Gestione 2026 risultano stanziate le seguenti principali entrate tributarie:
- IMU ordinaria: euro 1.100.000;
- Accertamenti ICI/IMU/TASI: euro 950.000;
- TARI ordinaria: euro 1.760.003;
- Accertamenti TARI: euro 185.000;
- Addizionale comunale IRPEF: euro 700.000;
- Canone unico patrimoniale: euro 58.000;
- Accertamenti canone unico patrimoniale: euro 10.000.
Risulta pertanto che il Comune prevede di finanziare il bilancio corrente anche mediante una significativa attività di recupero dell’evasione tributaria, per un importo complessivo di euro 1.135.000, di cui euro 950.000 per accertamenti ICI/IMU/TASI ed euro 185.000 per accertamenti TARI.
Sotto il profilo strettamente contabile tali previsioni risultano formalmente ammissibili.Tuttavia la loro attendibilità deve essere valutata alla luce della capacità storica di riscossionedell’Ente.
Per quanto riguarda l’IMU ordinaria, i dati utilizzati per il calcolo del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità evidenziano percentuali di riscossione mediamente elevate, comprese tra il 78% e il 100%, con una media ponderata prossima al 90%. Per tale ragione il relativo accantonamento FCDE risulta limitato a circa il 10-11% delle somme stanziate.
Diversa è invece la situazione relativa agli accertamenti per evasione IMU, ICI e TASI.Dall’analisi storica utilizzata per la determinazione del FCDE emerge chenel 2023 sono stati accertati euro 478.225,88 con riscossioni complessive pari ad appena euro 52.238,33; nel 2024 sono stati accertati euro 500.000,00 con riscossioni complessive pari ad appena euro 5.318,56.Le percentuali di riscossione risultanti sono pari al 10,92% nel 2023 e all’1,06% nel 2024.
Tali dati hanno determinato un accantonamento minimo FCDE estremamente elevato. Applicando il metodo ponderato previsto dalla normativa contabile, il prospetto evidenzia infatti un rischio di mancata riscossione superiore al 75%, mentre secondo il metodo più prudenziale il rischio supera addirittura il 93%.
In termini sostanziali, ciò significa che gli stessi dati storici dell’Ente dimostrano come la maggior parte delle somme accertate per recupero evasione non si trasformi, almeno nel breve periodo, in effettive riscossioni.
Pertanto la previsione di euro 950.000 per accertamenti ICI/IMU/TASI appare particolarmente ambiziosa e richiederà un costante monitoraggio nel corso dell’esercizio finanziario, non solo sotto il profilo dell’emissione degli avvisi di accertamento ma soprattutto della concreta capacità di incasso.
Analoga riflessione deve essere svolta per gli accertamenti TARI, previsti in bilancio per euro 185.000. Tale previsione si inserisce in un contesto caratterizzato da una consistente massa di residui attivi tributari e da un Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità pari a euro 3.848.413,72, valore che da solo rappresenta circa il 18,5% dell’intero ammontare dei residui attivi conservati nel rendiconto 2025.
La presenza di residui attivi complessivi per oltre 20,8 milioni di euro e di residui tributari molto risalenti nel tempo induce a ritenere che il tema centrale della gestione finanziaria del Comune sia solo in parte rappresentato dalla capacità di accertare nuove entrate, ma soprattutto sia dato dalla capacità di trasformare tali accertamenti in riscossioni effettive.
Alla luce di tali elementi, si ritiene opportuno che la nuova Amministrazione disponga una verifica straordinaria delle entrate tributarie e delle attività di recupero evasione, monitorando trimestralmente:
- gli accertamenti emessi;
- le somme effettivamente incassate;
- l’evoluzione dei residui attivi tributari;
- l’adeguatezza del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità;
- il rapporto tra previsioni di bilancio e riscossioni effettive.
Solo attraverso tale attività di monitoraggio sarà possibile verificare se le previsioni di entrata iscritte nel bilancio 2026 siano effettivamente conseguibili e sostenibili nel medio periodo.
La nuova Amministrazione intende improntare la gestione finanziaria ai principi di prudenza, veridicità, trasparenza e sostenibilità degli equilibri di bilancio. L’obiettivo non è rappresentare una situazione meramente formale, ma accertare la reale condizione economico-finanziaria dell’Ente, con particolare attenzione alla capacità di riscossione e alla qualità dei residui conservati.