Cervinaria: la memoria storica di Cervinara a forma d’arte

Redazione
Cervinaria: la memoria storica di Cervinara a forma d’arte

Chi è quel gruppo di ragazzi che da giorni si aggira tra le strade e i vicoli di Cervinara, armati di taccuino e telecamera, a scrutare e studiare, a interrogare sulla vita e la storia dei cervinaresi? No, non è un mistero. I loro nomi iniziano ad essere noti: gli artisti Gianmarco Biele, Vincenzo D’Argenio, Flaviano Esposito e Ilaria Giuliano sotto la regia di Luciana Berti e Mario Francesco Simeone e la mano tecnica di Valentina Socievole.
Fotografi, video maker, ricercatori, ideatori, artisti nel senso più ampio, un gruppo di lavoro eterogeneo alla scoperta delle attività, dei ricordi e della memoria dei cittadini.
«Il nostro progetto parte dall’idea di una residenza laboratoriale, cioè risiedere sul posto e di lavorare insieme per riflettere sulla specificità del luogo» confessa Mario, uno dei due curatori. «Abbiamo ascoltato fino adesso molte storie e continueremo ad ascoltarne, racconti di persone, di abitanti del luogo, sulla loro esperienza, il modo in cui percepiscono l’appartenenza al territorio e a queste persone abbiamo anche chiesto di affidarci un oggetto che sarà usato, con il resto della documentazione, come base per creare un’istallazione visitabile al Palazzo Marchesale dall’inizio del festival».
Unire testimonianze dirette, voci, tratti del volto, oggetti in un’opera tangibile, concreta e allo stesso immateriale. Partire dal palazzo storico di Cervinara, centro della società economica e politica del paese del passato e simbolo culturale e identificativo del presente, sarà solo la linea di partenza per una serie di sensibilità ed emozioni collettive che porteranno tra i vicoli e le strade, le piazze, nelle cantine e botteghe, tra le stanze e gli armadi, in tutti i luoghi della memoria.
«Fare un’esposizione tradizionale» continua Mario «sarebbe stato più semplice ma di poco valore per il territorio. È stato soprattutto per far avvicinare le persone all’arte contemporanea che abbiamo deciso di coinvolgerle attivamente».
Ancora una volta la Pro Loco “A. Renna” ci mette lo zampino, arricchendo il calendario del festival dell’arte e della creatività Cervinarte ma soprattutto regalando al suo paese e ai suoi cittadini prova tangibile della passione e dell’amore per il proprio territorio.
«Sarà un’opera collettiva» aggiunge Luciana Berti, altra curatrice della mostra «dove il cittadino potrà riconoscersi. Non dirà questo sono io ma questo è il mio paese, questi siamo tutti noi».
La memoria storica è il fondamento di un luogo e di un popolo perché riconoscendo il proprio passato si riconosce il proprio popolo, la propria comunità e la propria individualità.

Rita Valente