Sono 3.000 i distributori in tutta Italia che non hanno applicato lo sconto di 17 centesimi
Arriva la denuncia del codacons
Sono 3.000 i distributori in tutta Italia che non hanno applicato lo sconto di 17 centesimi. A tre giorni di distanza dall’entrata in vigore del nuovo taglio delle accise sul gasolio oltre 3.000 impianti di distribuzione ieri pomeriggio non avevano ancora adeguato i loro listini alle ultime disposizioni del governo.
Addirittura ben 684 distributori su un totale di 20.110, ovvero il 3,4% del totale degli impianti, i prezzi alla pompa li avevano aumentati, mentre altri 2.484 (12,4%) presentavano listini invariati. In pratica quasi un impianto su sei risultava inadempiente.
Per questo ieri, su iniziativa del ministro delle Imprese e del Made in Italy, il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco degli impianti che non hanno ancora applicato lo sconto di 17 centesimi disposto dal governo premurandosi si indicare anche le anomalie più significative rilevate. Poi, dopo le verifiche della Gdf, scatteranno le denunce penali.
Sono stati gli stessi dati rilevati dal Mimit a confermare che il taglio del prezzo del gasolio non è andato ancora a pieno regime: il prezzo medio praticato alla pompa per il diesel ieri risultava in fatti in calo di appena 11 centesimi invece di 17, mentre risultava stabile il prezzo medio della benzina, prodotto che però non è interessato dal decreto entrato in vigore lunedì.
La segnalazione alla Guardia di finanza degli impianti che non hanno ribassato i prezzi, segnala il Mimit in una nota, «è effettuata ai sensi del regime speciale di controllo introdotto dal decreto-legge approvato a marzo dal Consiglio dei ministri», decreto in base al quale poi «gli esiti degli accertamenti della Gdf, corredati da un rapporto di analisi, saranno trasmessi dal Garante all’autorità giudiziaria.
«Che il gasolio sarebbe rimasto sopra i 2 euro lo avevamo detto subito, era matematicamente certo, ma che dopo 2 giorni dal taglio di 14 cent di accise, 17,08 con Iva al 22%, non scendesse nemmeno sotto i 2,1 euro, è il colmo» denuncia il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona. […]
Il Codacons, invece, ha chiesto al Garante per la sorveglianza dei prezzi copia delle informazioni fornite alla Guardia di finanza «allo scopo di attivare le dovute azioni legali a tutela dei consumatori italiani e nell’esclusivo interesse degli automobilisti danneggiati» presentando «le dovute denunce penali alle Procure della Repubblica competenti, affinché siano accertate le responsabilità alla luce delle possibili fattispecie di truffa aggravata e manovre speculative».